Di fronte allo stop arrivato dalla Corte Costituzionale sugli affitti brevi, la Regione Emilia-Romagna tira dritto. La legge verrà confermata e riscritta nelle parti bocciate dalla Consulta. “La legge è in vigore salvo due articoli. Quei due articoli dovranno essere in qualche modo adeguati, valuteremo come adeguarli”, scandisce l’assessore alla Casa Giovanni Paglia, che ha portato avanti l’iter della legge approvata lo scorso anno insieme alla collega al Turismo Roberta Frisoni. La Corte, sottolinea Paglia, ha “confermato il principio che le Regioni hanno diritto di legiferare in materia, che esiste un problema effettivo di overtourism, che questo va contrastato anche dalle Regioni e esattamente intervenendo con strumenti di tipo urbanistico, come abbiamo fatto”. Quindi “l’impianto della legge si conferma, l’obiettivo della legge viene accettato dalla Corte, che anzi rigetta tutta la parte del ricorso del Governo che riguardava il principio di concorrenza, di attività di impresa, di libertà di esercizio e quant’altro”. Insomma, evidenzia l’assessore di Michele del Pascale, “ci sono due aspetti specifici su cui andremo a leggere le motivazioni della Corte e vedremo come adeguarci”.
Se ci fosse stata una sentenza “che metteva in discussione il diritto delle Regioni di legiferare - prosegue - o metteva in discussione il fatto che si potesse utilizzare lo strumento urbanistico per intervenire e se avesse sostenuto che in Italia non esiste un problema di overtourism che va ad intaccare in qualche modo il diritto all’abitare, se non avesse sostenuto che il diritto all’abitare prevale, diciamo, su altri tipi di argomenti, ovviamente saremmo qui a dire che abbiamo sbagliato a fare una legge e che la legge deve essere cassata e non riproposta”.
Invece, sono ancora parole di Paglia, “dal momento che non è così”, l’intenzione è di andare avanti correggendo gli articoli bocciati. La Consulta “ci ha dato indicazioni su come adeguarci, le leggeremo, ci confronteremo anche con chi ha seguito da un punto di vista giuridico questo tema in questi mesi”. Perché, sottolinea ancora l’esponente di Avs, “quando la Corte Costituzionale interviene non si discute, ma ci si adegua”. Ma credete ci sia un accanimento nei confronti dell’Emilia-Romagna? “No, io credo che ci sia un accanimento del Governo nel ripetere costantemente ricorsi sulle leggi di alcune Regioni. Però la Corte Costituzionale giudica secondo diritto, non si accanisce, non fa nulla che non debba essere fatto, valuta e ci indica come seguire gli obiettivi che ci siamo dati su alcuni aspetti”. Peraltro, almeno dal punto di vista politico, secondo Paglia si tratta di aspetti “marginali” della legge. E, conclude rivolto ai cronisti che l’hanno interpellato oggi in Regione, “quando anche voi avrete modo di approfondire nelle prossime ore la sentenza, vedrete che quelli che sono stati in qualche modo individuati non sono principi fondamentali né dal punto di vista politico, né giuridico. Sono aspetti che hanno bisogno di un aggiustamento, evidentemente può anche non essere semplice, però appunto un aggiustamento”.