RIMINI. Sanificazione è insieme a Covid-19, quarantena, lockdown, Dpcm, Fase 1, Fase 2 e runner la parola rispolverata dai dizionari più utilizzata dall’avvento del Coronavirus. Ma da lunedì è quella diventata più attuale, la password per provare a ripartire davvero. Non in casa di Massimo Pierotti, imprenditore riminese alla soglia dei 50 anni che sulla sanificazione – e non solo – ha costruito le sue fortune.
Pierotti è infatti l’amministratore di Eco Service srl. «Attività che da oltre 25 anni si è specializzata in servizi di pulizia industriale, logistica integrata e pest control, ovvero disinfestazione, derattizzazione e sanificazione» spiega, entrando subito nel merito: «Lavoriamo per i vari comparti del mondo industriale (per cui facciamo anche logistica di magazzino gestendo tutte le sue fasi), per le istituzioni pubbliche, i liberi professionisti e il mondo sanitario: dalle case di riposo o di cura ai centri per anziani e a quelli di analisi mediche. E serviamo fra gli altri, grandi gruppi quali Granarolo, Yara, Ravenna Servizi Insustriali, Teddy, Maggioli Editore, Imola Legno, McDonald’s Italia…».
Pierotti, il Covid-19 vi pone più che al centro dell’attenzione: come vi siete organizzati?
«In questo momento, la nostra divisione pest control che, come detto, lavorava da sempre per case di cura, strutture sanitarie e settore alimentare, ha preso in mano la situazione dell’emergenza e ampliato ancor più la sua attività facendo tesoro dell’esperienza di questi decenni. Come Eco Service, operiamo con due procedure, la sanificazione manuale e quella mediante atomizzatore. Nel primo caso, i nostri operatori tutti i giorni sanificano ogni punto di contatto di chi utilizza l’ufficio o l’area interessata con un prodotto igienizzante a presidio medico chirurgico in grado di sterilizzare il virus se presente. Un prodotto disinfettante cloro ossidante ad ampio spettro indicato contro batteri, funghi e virus con cui si sanificano quotidianamente maniglie di porte e finestre, pulsantiere degli ascensori, telefoni, mouse, tastiere, rubinetteria, stampanti, braccioli delle sedie, tutto ciò che c’è negli ambienti. insomma. I recenti Dpcm hanno però imposto anche sanificazioni straordinarie pre-apertura dei locali e sanificazioni periodiche per le attività aperte e per questo tipo di intervento utilizziamo invece atomizzatori elettrostatici che micronizzano una soluzione virucida, sempre a presidio medico chirurgico, che garantisce un abbattimento del 99.7-8% del rischio di contaminazione. Questa particolare macchina, a differenza del classico nebulizzatore, fa una micronizzazione sottilissima che avvolge tutte le superfici (le pareti fino a due metri d’altezza, tavoli, arredi, attrezzature, pavimenti…) ed è consigliato metterla in essere almeno una volta a settimana come stiamo facendo nelle grosse aziende».
È una procedura standard?
«Non la riteniamo tale, perché dipende anche dalla concentrazione di persone che usufruiscono dei locali oggetto di intervento: proprio per tale ragione facciamo progetti su misura e abbiamo anche redatto un protocollo di decontaminazione interno nostro di vestizione e svestizione – in linea con le linee guida del Ministero della Sanità – che varia a seconda si faccia un servizio in un ambiente contaminato con casi Covid conclamati o si opti per una sanificazione preventiva. In entrambi i casi diamo comunque ai nostri tecnici il protocollo di massima sicurezza. Un’altra attività importante che svolgiamo è la sanificazione dei condotti di aerazione, condizionamento e riscaldamento, per la quale utilizziamo lo stesso processo di atomizzazione che igienizza tutto il canale dalle polveri in cui il virus si annida».
Quanto è cresciuta la vostra attività e quali aziende si rivolgono a voi?
«La domanda è aumentata moltissimo in queste settimane e le richieste ci provengono da un po’ tutta Italia. Anche da piccole aziende che hanno partner per le pulizie già operativi ma che vogliono una specializzazione riconosciuta. Il Decreto Cura Italia, il 18 marzo ha infatti previsto fondi per rimborsare le aziende che sanificano ambienti e attrezzi di lavoro, riconoscendo un credito d’imposta del 50% della spesa sostenuta fino a un limite massimo di 20.000 euro. E la sanificazione professionale e riconosciuta la possono fare solo aziende che hanno un codice Ateco specifico e iscritte alla Camera di Commercio con un’apposita nomenclatura e un responsabile tecnico designato. Avendo la sede principale a Rimini e sedi operative su tutto il territorio nazionale, abbiamo una struttura operativa in grado di intervenire ovunque nel giro di 24 ore, visto che stiamo facendo pest control nelle strutture bar di una settantina di ospedali già da anni. Per questo, ci stanno chiamando catene di abbigliamento, istituti bancari e molte catene importanti della ristorazione come Burger King, Roadhouse e McDonald Italia chiedendoci la sanificazione delle cucine e delle attrezzature in previsione di una riapertura che ipotizzano a fine mese».
Eventi e fiere bloccati quanto vi penalizzano?
«A dire il vero, non seguiamo molto questo comparto, un settore fermo in attesa di novità future come accade per altri nostri clienti come Novomatic che ha strutture in diverse regioni. In settori come l’alimentare e certe filiere con un codice Ateco ad hoc non ci siamo neanche accorti del lockdown, in altri invece sì e per due mesi abbiamo fermato gran parte dei nostri 500 dipendenti e collaboratori. Da lunedì è ripartito l’80% della nostra attività e siamo per fortuna di nuovo quasi a regime».

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