Ecco quanto può inquinare una mascherina anti-Covid

Una mascherina chirurgica gettata in mare rilascia fino a 173mila microfibre al giorno. È questo il risultato di una ricerca condotta da un team di chimici del Dipartimento di scienze dell’ambiente e della terra dell’Università di Milano-Bicocca pubblicata sulla rivista Environmental Advances . Il lavoro ha approfondito il meccanismo di degradazione foto-ossidativa delle fibre di polipropilene presenti nei tre strati delle mascherine chirurgiche e ha fornito un primo dato relativo alla cessione di microplastiche. Il lavoro sperimentale è stato condotto sottoponendo mascherine usa e getta disponibili in commercio a una serie di esperimenti di invecchiamento artificiale, simulando di fatto ciò che avviene nell’ambiente, quando una mascherina abbandonata inizia a degradarsi a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici e, in particolare, alla radiazione solare. Un processo che può durare diverse settimane prima che il materiale giunga al mare, dove è poi sottoposto a stress meccanici prolungati indotti dal moto ondoso. È qui che avviene il maggior rilascio di microfibre: fino a 173mila ogni giorno. Gli effetti di queste microfibre sugli organismi marini sono ancora da determinare. «Speriamo che questo nostro lavoro possa sensibilizzare verso un corretto conferimento delle mascherine a fine utilizzo e promuovere l’implementazione di tecnologie più sostenibili», hanno commentato Francesco Saliu e Marina Lasagni, rispettivamente ricercatore e docente del dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della terra di Milano-Bicocca.

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