Ecco gli esodati del green pass: “Se ci si ammala dopo il primo vaccino, poi si entra in un limbo”

Il green pass non ha durata uguale per tutti. Ad accorgersene, loro malgrado, sono coloro che hanno avuto la sfortuna di ammalarsi di covid dopo la prima dose di vaccino. Per loro il passaporto vaccinale è valido solo per sei mesi e non c’è possibilità di sottoporsi alla seconda dose, mentre per chi ha ricevuto la doppia dose la protezione è riconosciuta per nove mesi. E’ il caso a Ravenna di una dipendente pubblica che si è ammalata nello scorso marzo dopo la prima somministrazione. Il suo green pass scadrà il 25 settembre e per ora, all’orizzonte, non ci sono soluzioni: «Abbiamo contattato l’Ausl – racconta il marito – che però non ci ha indicato una via di uscita. Siamo caduti in una sorta di limbo. Mia moglie sarebbe disponibile anche alla seconda dose di vaccino, ma per il suo caso non è prevista. Senza una proroga del green pass non c’è soluzione, ma è un problema visto che il certificato verde è richiesto per molteplici attività. Da fine mese mia moglie potrebbe essere costretta a sottoporsi a continui tamponi, naturalmente a nostre spese. E non è giusto. Una persona rimarrà totalmente sprovvista della certificazione solo perché ha avuto la sfortuna di contrarre la malattia dopo la prima dose. C’è qualcosa che non funziona nel sistema. Introducono il green pass ma poi si dimenticano di alcune persone».

Il caso della signora non è isolato; in Romagna diverse persone si trovano nella stessa situazione. «Siamo consapevoli dell’esistenza del problema – commenta Raffaella Angelini, direttrice del Dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl Romagna –; purtroppo in tanti hanno il green pass in scadenza e per ora non c’è possibilità di prolungarlo. Colpa dell’algoritmo con cui vengono associati i dati di malattia e di vaccinazione, che equipara chi ha ricevuto una sola dose di vaccino e poi si è ammalato a coloro che si sono ammalati e non hanno ricevuto alcuna dose. Speriamo che il problema, su cui purtroppo come Ausl non riusciamo a intervenire, sia risolto in tempi rapidi perché arreca disagi non indifferenti a persone che sono ancora effettivamente protette dal virus. La soluzione passa dal prolungamento del loro green pass, speriamo che il Ministero recepisca in tempi rapidi il correttivo».

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