CESENA. Dai un’identità alla tua città: i cesenati descrivono cesena con il questionario  (turistico) proposto da Casa Bufalini

La Rocca Malatestiana, Piazza del Popolo, l’Abbazia benedettina di Santa Maria del Monte, il mercato del sabato mattina: quanta bellezza c’è a Cesena… Mai come durante il lockdown i cesenati se ne sono resi conto. Mesi non facili nel corso dei quali, tra le tante iniziative online proposte, il Laboratorio Aperto Casa Bufalini ha lanciato un sondaggio aperto a tutti i cittadini, per conoscere i loro luoghi del cuore, gli scorci insolite le vie più iconiche della città per ciascuno. L’obiettivo? Raccogliere indicazioni e storie dalla loro diretta voce, da condividere attraverso un’Applicazione turistica disegnata ad hoc sulla città e sul territorio circostante, per accompagnare il visitatore nei luoghi e nelle esperienze che, parola di cesenate, valgono la pena di essere vissuti in loco.

“OLTRE CESENA. Esplorare la città attraverso gli occhi di chi la vive” è il titolo del sondaggio lanciato tra fine marzo e inizio aprile, che ha ottenuto una risposta soddisfacente dalla comunità: un’adesione massiccia che ha consegnato l’immagine di una città amabile e amata, una Cesena accogliente, solare ed estroversa, dove poter assaporare le specialità della sua cucina canticchiando la canzone simbolo di questa terra, “Romagna mia”. Lo stretto legame affettivo traspare da ogni risposta: Cesena è descritta come una città dove è ancora possibile godere della cultura, della storia e della natura. Inoltre, per i cittadini intervistati la culla malatestiana è una città in continuo cambiamento, (65,1% delle risposte), dall’ottima cucina (30,5%), in cui si vive bene essendo “tranquilla e serena”, “terra del buon vivere” e “a misura d’uomo”. Se fosse una persona Cesena sarebbe un uomo o una donna? Per il 77,7% una donna. Che colore sarebbe? Verde scuro per il 22%. Qual è la colonna sonora perfetta per visitare la città? “Romagna Mia” vince su tutte, ma tra le proposte compaiono anche “Sei bellissima” di Loredana Bertè e “Tutta mia la città” di Giuliano Palma.

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