E45, al viadotto Puleto i lavori sono fermi

Pare proprio non ci sia vaccino che tenga contro la burocrazia, le lungaggini e i garbugli che bloccano i lavori di manutenzione del viadotto Puleto sulla E45. Anche la forza dei tribunali si annacqua tra perizie, controperizie, difetti di notifica, rinvii.

A metà gennaio si “celebrano” i tre anni dalla chiusura del viadotto Puleto, sulla E45 in terra Toscana al confine con la Romagna, disposta dalla Procura di Arezzo per problemi di sicurezza, e che bloccò a lungo i collegamenti locali tra Alto Savio e Valtiberina e buona parte del trasporto e dei collegamenti tra nord e centro Italia. A tre anni di distanza non risulta compiuto alcun sostanzioso intervento di manutenzione, anzi, al momento non risultano proprio lavori in corso e non solo per la chiusura invernale dei cantieri. L’intervento del Puleto, avviato con la consegna alla ditta nel dicembre 2018 e con una durata dei lavori prevista in 200 giorni, è scomparso dalla lista dei lavori Anas in Toscana. Il fatto è che la ditta è ferma, il contratto con Anas è stato rescisso, c’è un intricato contenzioso in corso, non si sa se si potranno affidare i lavori alla seconda ditta nella graduatoria dell’appalto o se si dovrà procedere con una nuova gara.

Se tre anni fa il viadotto era seriamente a rischio, tanto da determinarne la chiusura, e se gli appoggi, i cosiddetti baggioli, non sono ancora stati sostituiti ma al più sono stati oggetto di qualche ritocco rinforzante, pare legittimo chiedersi come stiano realmente le cose sul piano della sicurezza. Dopo la chiusura degli inizi del 2019 il viadotto ha ricevuto alcuni lavori, che hanno consentito una graduale e parziale riapertura, ma certamente non gli interventi robusti e sostanziali di cui si era parlato. La sostituzione di appoggi, solette e baggioli rimane da effettuare, alcuni sono stati giusto risistemati a livello superficiale ma ben si ricordano le preoccupanti immagini dei baggioli in via di sfaldamento che accompagnarono quei mesi di fine 2018 e inizio 2019 e che dettero il via all’interessamento della Procura di Arezzo. I lavori sono fermi e i veicoli continuano a circolare. Il lavoro di sostituzione, in ogni caso, comporterà il sollevamento della sede stradale, con la necessità di chiudere il transito e deviarlo su di una strada alternativa. Già, la strada alternativa, la ex 3 bis Tiberina che continua ad essere chiusa al transito, tale e quale 22 anni fa.

Intanto è in fase di attesa anche il processo avviato nei confronti di tre funzionari dell’Anas Toscana indagati per ritardi nella manutenzione del viadotto. Ma il processo la settimana scorsa si è bloccato perché la documentazione non era stata trasmessa nei modi dovuti. Se ne riparlerà nel 2022, informano Il Corriere di Arezzo e Saturnonotizie.it, e a novembre 2023 scatterebbe la prescrizione.

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