È solo un torrente, eppure il Cesuola ispirò tanti pittori

Il torrente Cesuola nasce a Diolaguardia, attraversa il centro storico di Cesena per deviare e affluire nel Savio dopo un percorso lungo poco meno di otto chilometri. Fortunato Teodorani (Cesena 1888-1960) è il pittore che per almeno trent’anni, più di ogni altro artista, ha dedicato parte della sua produzione a cavalletto per riprendere il tragitto extra-urbano di questo piccolo corso d’acqua nella variabilità stagionale. Più conosciuto per la sua attività di freschista e decoratore di chiese e di edifici pubblici e privati a Roma, Cesena, Cattolica, Fossombrone, Sogliano al Rubicone, Rimini e tante altre località, Teodorani si dedica ai piccoli paesaggi dipinti dal vero stilisticamente molto diversi dalla sua pittura “ufficiale”. Una tecnica simile a quella impiegata dagli impressionisti quando dipingono all’esterno per fissare rapidamente suggestioni ed aspetti cromatici fugaci del paesaggio, a proposito dei quali Orlando Piraccini, in più occasioni, mette in risalto la concretezza fisica della luce che cattura l’attimo con scansioni di colore a volte lieve e leggero altrimenti acceso e violento, sempre coerente con la vena naturalistica dell’artista.

All’ingresso di Cesena, prima di superare la cinta muraria , il Cesuola è attraversato da un piccolo ponte immortalato nel 1933 da Mario Morigi (Cesena 1905-1978), un artista che dedica l’intera vita all’arte nelle sue espressioni più diversificate, disegno, pittura, scultura, ceramica, poesia e tanto altro. Anche di lui è Orlando Piraccini a tracciarne un competente e affettuoso profilo nel volume “Arte e poesia di Mario Morigi” edito nel 1984 da Wafra di Cesena, in collaborazione con Vittorio Bonicelli, Raffaele Flaminio Dondi, Luigi Pasquini, Cino Pedrelli e Renato Turci. Lo studio di Morigi è nel torrione delle mura malatestiane detto la “Portaccia” proprio sul Cesuola, dove dal 1920 al 1923 ha sede la “Bottega Ceramica Artistica a Gran Fuoco” di due grandi faentini, Leonardo Castellani e Giannetto Malmerendi. Ed è proprio dedicato “all’amico Castellani” il quadro di Alessandro Biagioli (Cesena 1879-1965) che ritrae la struttura medievale nel fornice della quale è in bella evidenza il “ponticello”. Pittore di grandi qualità nella migliore tradizione verista dell’800 sviluppata principalmente su temi sociali e di vita popolare, ma anche raffinato pubblicitario di gusto liberty nei manifesti per le stagioni balneari pesaresi del 1912 e del 1919, scenografo, è suo il nuovo sipario del teatro Bonci di Cesena e insegnante con ampi riconoscimenti.

Anche Giordano Severi (Cesena 1891-Recife 1957) pittore con un ottimo curriculum, allievo di Edgardo Saporetti a Firenze poi di Domenico Ferri a Bologna e successivamente di Aristide Sartorio a Roma, a metà degli anni Trenta dipinge una coppia di quadri, oggi nella Pinacoteca Comunale di Cesena che mostrano il tratto di Cesuola in prossimità della Portaccia prima e durante il lavori di tombinatura del percorso cittadino fino allo sbocco nel Savio in prossimità dell’ex zuccherificio dell’Eridania. Noto per le 60 “Rocche in Provincia” dipinte dal vero con spirito celebrativo tra il 1928 e il 1930, esposte la prima volta al Museo del Genio Militare di Roma nel ’30, poi nel Palazzo del Littorio di Forlì, prima di essere acquisita dal Comune per il Museo Etnografico Romagnolo della città, nel 1951 Severi raggiunge i figli a Recife in Brasile dove, per cinque anni, insegna alla Scuola di Belle Arti dell’Università Federale.

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