È iniziato il viaggio: si pedalerà con le gambe e con il cuore

Mercoledì è iniziato il Cammino che mi porterà a Santiago; la prima tappa è stata Lisbona-Santarem nella valle del fiume Tejo attraverso le piccole città di Alpriate, Villa Franca de Xira, Azambuia pe un totale di circa 70 Km. Il percorso non è stato esaltante, attraversando agglomerati industriali ed estese piantagioni di pomodoro su strade percorse da un numero impressionante di mezzi pesanti con possibili rischi per l’incolumità personale. Praticamente nulla la presenza di pellegrini sia a piedi che in bici e percorso male indicato per cui si è dovuto fare ricorso alle attrezzature tecnologiche per non sbagliare strada, cosa molto facile con il rischio di aumentare il numero dei chilometri da percorrere.

Il tempo è stato clemente e soltanto nell’ultima ora è comparsa una canicola pesante con temperature molto elevate che hanno causato qualche problema per raggiungere Santarem. Per tratti abbastanza lunghi si è potuto utilizzare piste ciclabili, rese indispensabili dal traffico veramente molto intenso. Per citare le cose più piacevoli viste, il porticciolo e la placa de touros de Vila Franca de Xira e la città di Santarem cosi definita dal premio Nobel Josè Saramago: ” Santarem è una citta particolare. Con la gente per strada o tutta rintanata in casa dà sempre la stessa immagine di chiusura. Ci sono, però nella città le Portas do Sol per consolarsi da lontano”.

Le Portas do Sol Hanno giardini veramente piacevoli e vi si gode una vista del Tejo veramente molto bella. Martedì è stata giornata di vigilia e la si è trascorsa in giro per Lisbona per prendere le credenziali alla Sè (la Cattedrale fondata nel 1150), per arrivare sino al Miradouro di Portas do Sol da cui si gode una meravigliosa vista dall’alto della città , per perdersi nel quartiere dell’ Alfama, il più antico e affascinante di Lisbona, e poi per raggiungere la zona del porto sul Tago trasportati da uno dei tantissimi “apetti” elettrici che popolano la città e che trasportano migliaia di turisti al giorno. Tutto questo per togliere la tensione della partenza, le insicurezze e le paure che sono insite nell’affrontare un’avventura di tal fatta.

Quest’anno poi a percorrere il Cammino siamo solo in due Barbara e io; Aldo purtroppo ci ha lasciato improvvisamente lo scorso anno con uno sconforto talmente grande da parte nostra da cui è veramente faticoso riprendersi, Denis , giustamente, ha preferito rimanere a casa coltivando i suoi ricordi, i suoi fiori, i suoi amati nipoti e la sua bellissima Montepulciano. Lo sforzo organizzativo è stato quindi ancora più grande come ad esempio il trasporto dei bagagli lungo il cammino per i quali ci si è dovuti affidare ad una agenzia specializzata. Sappiamo che non sarà facile, che sarà una lotta molto dura con la fatica e il caldo, ma questo è anche il cammino di Aldo che avrebbe tanto desiderato percorrere per cui si è deciso di onorare al meglio possibile questo lungo e accidentato percorso. Come ho già scritto, si pedalerà con le gambe e con il cuore. Con tutto questo guazzabuglio di sentimenti si è partiti verso la grande meta, la Cattedrale di Santiago con la speranza di trovare lungo questi lunghissimi chilometri un po’ di serenità .

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