La pandemia tutte le feste porta via? Mica vero. “Fèsta 2020”, festival delle arti performative, è confermato a Ravenna per la nona edizione, curato da E Production. Inaugurato lo scorso 15 ottobre, andrà avanti fino all’1 dicembre 2020. “Fèsta” incrocia il ricchissimo programma di “Ravenna viso-in-aria”, prima anta della prossima stagione teatrale curata da Ravenna Teatro, con il debutto cittadino, nei giorni scorsi, del nuovo spettacolo “Oz” di Fanny & Alexander, dedicato a un pubblico di adulti e bambini.

Il successivo appuntamento condiviso al Rasi è quello di questa sera con il riallestimento, dopo il debutto al “Ravenna festival”, della messa in scena di “Buona permanenza al mondo. Majakovskji Bpm” della compagnia faentina Menoventi. Il lavoro, che vede in scena un gruppo di cinque attori (Consuelo Battiston, fondatrice insieme al regista Gianni Farina della compagnia, Mauro Milone, la riminese Tamara Balducci, Federica Garavaglia e Leonardo Bianconi), trae ispirazione dalle vicende legate agli ultimi giorni di vita del poeta russo Vladimir Majakovskji e si sviluppa come una sorta di “giallo”, le cui coordinate vengono tracciate a partire dal prezioso volume di Serena Vitale “Il defunto odiava i pettegolezzi” (Adelphi).

Sempre nell’ambito di “Fèsta” il seminario coreutico del Gruppo Nanou (vedi articolo in basso) che vuole essere un contributo alla trasformazione della città come luogo di riferimento della danza contemporanea e della ricerca europea in ambito coreografico.

Nanou ha inoltre dato avvio a una collaborazione con il duo musicale OvO: in occasione di “Transmissions” e nell’anno delle celebrazioni dantesche, i due gruppi riscrivono i rispettivi due ultimi progetti – l’album “Miasma” e il lavoro coreografico in divenire “Arsura” – per scatenare un immaginario personale che si avvale della forza dei rispettivi linguaggi. “Canto primo” è l’inizio di questo percorso: rigorosamente dal vivo, sarà presentato al teatro Rasi il 26 novembre.

Il 1° dicembre, inoltre, viene ospitato, negli spazi dell’Almagià, “I girasoli (Les tournesols)” di Fabrice Melquiot, testo tradotto per la prima volta in Italia, una delle opere più recenti del pluripremiato autore francese. La regia è di Anna Amadori, in scena assieme ad altre tre attrici, ovvero Consuelo Battiston, Marina Occhionero e Giuliana Bianca Vigogna.

A chiudere la programmazione di “Fèsta”, nella stessa serata dell’1 dicembre, la presentazione del libro “Tbc Fanculo la quiete. 25 anni di teatro da discoteca in Italia e non solo”, volume che racconta per immagini la storia della Teddy Bear Company di Gerardo Lamattina e Luigi De Angelis.

Saranno 15 giorni intensi tra il teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno e le Artificerie Almagià di Ravenna con il Gruppo Nanou. È “Alphabet et ultra”, un percorso di formazione coreutica su linguaggi contemporanei e di ricerca che mette a disposizione 10 borse di studio per sostenere 10 danzatori europei, di riconosciuta formazione o avviata professionalità, selezionati tramite audizione.

L’azione è resa possibile grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, del Comune di Ravenna, della collaborazione e sostegno di E-Production, Ravenna Teatro e il Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno.

I docenti sono coreografi, registi, drammaturghi, critici e manager culturali che hanno attraversato e attraversano tutt’ora il lavoro della compagnia: Francesca Proia (coreografa e insegnante di yoga), Chiara Lagani (drammaturga, premio Ubu 2019), Carolina Amoretti (danzatrice), Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci (coreografi), Claudio Angelini (regista), Michele Mele (manager culturale e curatore), Lorenzo Donati (critico teatrale), Francesca Serrazanetti (critica teatrale).

Il 25 novembre, alle ore 18 nelle Artificerie Almagià, esposizione del materiale coreografico affrontato e incontro pubblico di riflessione sulla danza di ricerca.

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