Droga nelle navi di pesce dirette a Cesenatico: pene dimezzate

L’associazione a delinquere non c’era: di conseguenza le pene, al processo d’Appello, per i principali protagonisti della vicenda (che con l’associazione rischiavano il carcere immediato) si sono anche più che dimezzate.

Sono le decisioni prese dal presidente Donatella Di Fiore per il caso del tentativo di importazione di droga: 60 chili di cocaina che avrebbero dovuto viaggiare via mare nascosti nel pesce congelato.

La vicenda

Le indagini della Dda e della Guardia di Finanza si basavano sull’idea pianificata di un tentativo massiccio di importazione di droga facendo viaggiare 60 chili di coca per mare. Mettendola in stiva al posto di carichi di gamberi o di “pesce pregiato”, che arrivava da Ecuador e Colombia per società del comparto ittico di Rimini o di Cesenatico. All’epoca la Dda indagava per possibili infiltrazioni della ‘ndrangheta nella operazione. Ed intercettava spostamenti di droga di micro cabotaggio tra parte degli imputati.

La sentenza

Le manette scattarono nel maggio del 2016 e per l’accusa ai vertici in Romagna c’era Marco Bocchini, 58 anni, di Cesenatico (difeso dall’avvocato Fabrizio Briganti), per il quale il giudice ora ha ridotto a 4 anni e otto mesi di reclusione e 30.000 euro di multa i 10 anni di cella ricevuti davanti al Gup in prima istanza.

Il suo braccio destro è sempre stato ritenuto Giovanni Buda, 52enne di Longiano (difeso dall’avvocato Alessandro Sintucci), per il quale gli 8 anni del primo grado sono diventati 4 anni assieme a 25 mila euro di multa.

I due, finora incensurati in Italia, in comune avevano un arresto in Ecuador con oltre un chilo di coca a testa all’aeroporto di Guayaquil.

Insieme a loro sono stati giudicati il lughese Massimo Emiliani detto “il fornaio” (44 anni, difeso da Filippo Bianchini di Ravenna) la cui pena di 4 anni e 6 mesi di è stata ridotta a 3 anni e 18 mila euro di multa.

Daniela Saglieri (59 anni, di Imola, difesa dall’avvocato Milena Michele di Bologna) e Massimo Taglioni (54 anni, di Imola) erano in primo grado stati condannati a 4 anni e per loro adesso la pena è di 2 anni e due mesi assieme a 13.334 euro di multa.

Luciano Di Spirito (58 anni, di Riccione, difeso da Stefano Caroli) è stato condannato a 2 anni e 8.000 euro di multa (pena ridotta di 8 mesi), Fabrizio Magnani (48 anni, di Cesena, difeso da Alessandro Monteleone) da 2 anni e 8 mesi del primo grado è passato a un anno 6 mesi e 20 giorni di reclusione con 12.000 euro di multa, a Giuseppe Tabanelli (62 anni, di Ravenna, difeso da Ermanno Cicognani) è stata confermata la pena di un anno e 4 mesi. Due anni e 13.334 euro di multa la pena per il calabrese Paolo Infantino che in primo grado era stato condannato a 4 anni.

Assolti

La Corte d’Appello ha assolto Marco Di Antonio (47 anni, di Lugo, difeso dall’avvocato Antonio Gatta di Bologna) che in primo grado era stato condannato a 3 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione.

La sua assoluzione si unisce a quelle che erano già state lette davanti al Gup a favore di Roberto Franchini (47 anni, di Cesena), Gian Marco Giorgini (48 anni, di Meldola) per il quale peraltro fin dall’inizio non erano stati mai emessi provvedimenti cautelari di alcun tipo (anche lui difeso dall’avvocato Antonio Gatta di Bologna) e il colombiano 37enne Andres Felipe Recaman Cuellar.

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