Droga dall’Albania in aereo: chieste condanne per 50 anni

Dieci condanne per oltre 50 anni di reclusione e una assoluzione. Sono le richieste avanzate dal pubblico ministero Davide Ercolani nel secondo processo alla banda di narcotrafficanti albanesi sgominata dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Riccione che dal paese delle aquile ha portato in Romagna centinaia di chili di marijuana con un aereo ultraleggero che alla fine di ogni missione veniva smontato e nascosto in un garage di Borghi, nel cesenate. La pena più pesante, 12 anni e 6 mesi di carcere e 100.000 euro di multa per associazione a delinquere finalizzata al traffico e spaccio di droga, è stata chiesta per Ndricinm Barani, cittadino albanese residente a Castel San Pietro Terme (nell’imolese). Di primissimo piano, secondo le risultanze investigative, il suo ruolo nell’organizzazione: trovava i clienti, raccoglieva i soldi, perché ogni viaggio era pagato anticipatamente, e quindi li consegnava ai fornitori. Ma era operativo anche dopo. Intercettato uno dei componenti della banda, Arber Bejlerj il cesenaticense dallo scorso giugno in carcere a Forlì per il passaggio in giudicato della condanna nel primo processo “Free Flight”, raccontava di come lui, suo fratello Adriano per cui è stata chiesta la condanna a 4 anni e 20.000 euro di multa, e Barani erano riusciti a piazzare fino a 130 chili di marijuana in una sola settimana tra le province di Rimini (Novafeltria, Verucchio, San Leo) e Forlì-Cesena (Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli). Sette anni e 6 mesi e 80.000 euro di multa sono stati chiesti per il connazionale Orland Plepi che oltre a risultare un importante elemento del sodalizio criminale è stato sorpreso con 100 grammi cocaina; 7 anni la richiesta per il pusher ed altro calibro da novanta della banda, l’albanese Julian Braka. Tre anni e sei mesi ciascuno sono le richieste avanzate per Gennaro Di Gennaro (oltre a 16.000 mila euro di multa), spacciatore in grado di acquistare mezzo chilo di fumo alla volta e al cittadino marocchino Abdelmalek Raad (più 10.000 euro di multa). L’acquisto certo di un chilo di marija potrebbe costare 3 anni, 4 mesi e 900 euro di multa a Durim Qevani. Tre anni e 4.000 euro di multa la richiesta per Gaetano La Froscia, assoldato dall’organizzazione per avviare la produzione locale di marijuana: diverse centinaia le piantine da lui coltivate sul balcone e nel cortile di casa erano diventate una piantagione sequestrata dai carabinieri in un terreno di Verucchio. L’aver arrotondato il lavoro di muratore con lo spaccio di cocaina acquistata sempre dall’organizzazione, sta alla base della richiesta di condanna a 2 anni e 6.000 euro di multa per Donato Malagnino da Venosa. Diciotto i mesi chiesti invece per Artjan Buzi. Chiesta invece l’assoluzione per un quarto italiano, risultato completamente estraneo alla vicenda.

La genesi

Come detto, l’indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri della Compagnia di Riccione, si è sviluppata in due fasi tra il 2015 e l’agosto del 2018. Dopo il primo blocco di arresti, il fascicolo da Rimini era passato alla Dda di Bologna. Peculiarità dell’organizzazione quella che la banda, forse ispirata dai narcos sudamericani, utilizzava un aereo per trasportare la marijuana, coltivata in proprio dall’altra parte dell’Adriatico. L’“erba”, a chili, volava grazie a una rete di contatti tra l’Italia e l’Albania a bordo di un velivolo ultraleggero fai-da-te, garantendo operazioni capaci di fruttare almeno 200.000 euro a viaggio.

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