LUGO. A Lugo se ne parla periodicamente, la polemica ormai decennale riguarda piazza XIII Giugno, della quale sono famosi i dossi e che scontenta tutti, dagli esercenti ai residenti, dai passanti agli esponenti politici. Il problema è noto e riguarda il manto stradale, anzi quello che c’ è sotto, perché il grosso guaio – che è anche oggetto di cause legali – pare esser l’insolito assestamento che provocherebbe queste criticità.
Il gruppo consiliare “Per la buona politica”, nelle persone di Roberta Bravi e Silvano Verlicchi, da sempre tiene monitorata la situazione cercando di avere risposte dalla Rocca.

Decoro e sicurezza da ristabilire

Nei vari quesiti posti dai consiglieri si chiede di conoscere la tipologia di materiale usato e gli eventuali danni ambientali connessi, le cause di questi sollevamenti del manto stradale, ma soprattutto se l’amministrazione intenda stanziare fondi adeguati per ristabilire decoro e sicurezza a quella piazza visto che la situazione perdura da un decennio.
Ciò che per molti è inaccettabile è che, stante la gravità di tutte queste criticità, alle amministrazioni che si sono succedute non sia mai parso logico sanare subito il tutto per poi rivalersi economicamente contro i responsabili, mentre invece si aspetta l’ esito della disputa giudiziaria per avere le risorse necessarie; concetto ribadito anche in precedenza dall’assessorato ai Lavori pubblici uscente quando nel luglio 2018 affermò: «Non useremo denari comunali per rifare una piazza il cui ripristino spetta ad altri», dichiarazione che infuocò gli animi dei residenti e commercianti già saturi di pazienza.

Anticipo di risorse

Ma di diverso avviso sembra esser il nuovo assessore Veronica Valmori che invece ha valutato sensata questa ipotesi di stanziamento e proposto un serio ragionamento ai propri tecnici su questo anticipo di risorse per sanare quella piazza, questo proprio perché l’iter giudiziario ha una tempistica non ottimale.
L’assessore Valmori inoltre precisa che «si attende anche l’escussione della fideiussione che la società chiamata in causa potrebbe concedere sbloccando i fondi necessari», ma anche in questo caso i rimbalzi di responsabilità fanno parte della contesa giudiziaria.
La Valmori attesta poi che «i materiali usati all’epoca appaiono inadatti a quel tipo di suolo, poiché non inerti e quindi suscettibili di cambiamenti, motivo per il quale il manto ha subito questi importanti dislivelli».

Residenti esasperati

Nadia Tassinari, residente da 50 anni in un palazzo che si affaccia sulla piazza, fa notare con esasperazione che «non è più possibile nemmeno parcheggiare o transitare in macchina perché il dislivello è enorme». Altri residenti sono preoccupati anche per il decremento del valore delle loro proprietà perché in uno scenario del genere il mercato è un’ incognita.
Poi ci sono i commercianti, tutti concordi sullo scempio che si è venuto a creare e che peggiora col tempo. Ora il loro timore è anche quello che la piazza possa esser nuovamente chiusa, per rifare i lavori o addirittura perché possa esser considerata inagibile per la sicurezza, e ciò sapendo delle molteplici richieste di risarcimento da parte di pedoni e ciclisti. Le critiche sono dirette anche al sindaco che, anche se più volte ha incontrato i danneggiati, non ha mai dato certezze sulle soluzioni da attuare e sulle tempistiche.

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