Dona la casa alla nipote e lei sparisce: dà fuoco al compagno

Aveva donato un appartamento alla nipote nella certezza di ricevere in cambio affetto e gratitudine. Non è andata così. La donna, una signora riminese che ha da poco compiuto ottantasei anni, si è sentita “tradita” dalla crescente indifferenza della giovane che ha ben presto smesso di occuparsi di lei. L’anziana ha meditato così una vendetta che è culminata nel tentativo di dare fuoco al compagno della nipote. Tentativo fallito solo perché dopo avergli gettato addosso della benzina, l’accendino non ha funzionato. In preda alla rabbia vi si era gettata addosso sfogando tutta la sua frustrazione prendendolo a pugni (cinque giorni di prognosi).

A processo per stalking e lesioni, la signora è stata condannata ieri alla pena, sospesa, di un anno e quattro mesi. Il giudice Elisa Giallombardo è andata oltre la richiesta dell’accusa: l’imputata in aula aveva espresso tutta l’amarezza provata quando, a suo dire, la nipote, «ottenuto quello che voleva» le aveva «voltato le spalle», smettendo di preoccuparsi di lei e dei suoi crescenti problemi anche di carattere economico. La parente e il suo compagno, si sono costituiti parte civile attraverso l’avvocato Piero Venturi. La storia, dal loro punto di vista, è molto diversa. Niente da dire sulla generosità della zia, ma la nipote sostiene di averla sempre assistita nonostante le pretese crescenti, almeno fino ai primi screzi. L’anziana, però, non ha accettato l’indifferenza. «Ridatemi la casa indietro» ha chiesto più volte, quando ormai non si poteva più tornare indietro. Il pensiero è diventato ossessivo: la signora ha chiamato i giornali, ha affisso dei cartelli, ha distribuito dei volantini sul luogo di lavoro della nipote per metterla in cattiva luce. Infine, ha meditato di dare fuoco al nipote acquisito.

and.ros.

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