Domenico Guzzo, la Linea Gotica e il coraggio delle parole

Si preparano settimane fitte di eventi a Forlì anche per la vicinanza di ricorrenze importanti. Oggi alle 17 in anteprima e poi il 9 novembre, per l’anniversario della Liberazione di Forlì, all’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea viene presentato il volume Il coraggio delle parole sulla Linea Gotica. I volantini clandestini della Resistenza in Romagna edito dalla forlivese Grafikamente. A presentarlo i curatori, Vladimiro Flamigni e Domenico Guzzo, vicepresidente e direttore dell’Istituto, in dialogo con Gianfranco Miro Gori, presidente dell’Anpi di Forlì. Inoltre dal 26 al 29 ottobre per il 900 Fest si terrà il convegno “Fascismi e internazionalismo democraticProfessor Guzzo, perché quest’opera?
«L’Istituto storico detiene da sempre la collezione quasi completa dei volantini clandestini emessi in Romagna durante l’occupazione tedesca, quindi l’intervallo di tempo a cui fanno riferimento i volantini, fra l’8 settembre 1943 e il 9 novembre 1944, è stata una scelta obbligata. Renderli pubblici, con un’edizione critica e un saggio introduttivo, ha dato poi occasione di recuperare i materiali stampati per esempio nel Ravennate che però a Forlì non erano presenti. Oggi l’Istituto accoglie quindi la serie completa dei volantini che la Resistenza con tante difficoltà diffondeva fra la popolazione e fra gruppi specifici: i renitenti, gli operai, le donne…».
Quindi, un intento divulgativo.
«E la volontà di rendere accessibili al pubblico materiali antichi e deteriorabili, resa possibile dall’aver trovato i finanziamenti, e soprattutto l’editore giusto, visto che la fragilità dei volantini chiedeva grande cura anche dal punto di vista grafico. Fra poche settimane inoltre ricorre il centenario della Marcia su Roma, punto di origine di una situazione che precipita l’Italia nella Seconda guerra mondiale. Il libro quindi, con un taglio storico e scientifico, esamina materiali che danno contezza del coraggio, non solo di chi li produceva, ma anche di chi li deteneva, e che rischiava la pena di morte».
Ci sono volantini su temi particolari?
«Ce ne sono molti dedicati all’8 marzo. Le donne forlivesi e romagnole ebbero nella Resistenza ruoli importanti, a cui gli occupanti non sapevano come rispondere. Quindi ci sono molti appelli alle donne a resistere, e a diffondere quello che stavano facendo».
Il libro poi sarà presentato nuovamente il 9 novembre.
«Sì: la ricorrenza riempie ulteriormente di significato una pubblicazione come questa, visto che quei volantini contribuiscono a loro volta alla Liberazione».
Lei sarà uno dei relatori del convegno “Fascismi e internazionalismo democratico”.
«In quel caso parlerò dei rapporti fra Mussolini, Leandro Arpinati e Nicola Bombacci, amici fin dalla Prima guerra mondiale. Arpinati, fascista della prima ora, negli anni Trenta si allontana da Mussolini, ma il suo passato fa sì che quasi a fine guerra venga ucciso dalla Resistenza. Bombacci, comunista, all’inizio è acerrimo oppositore del fascismo, poi si avvicina a Mussolini, tanto che viene ucciso con lui ed esposto a piazzale Loreto. Percorsi singolari, quindi, i loro: percorsi diversi del fascismo in Romagna».
Libero. Info: 0543 28999

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