Docufilm su Franco Grillini, dal web messaggi di odio

BOLOGNA. Presentato in anteprima a Roma lo scorso 18 ottobre, e in proiezione domani sera a Bologna per la prima volta, sarà anche al Festival di Berlino a metà novembre il docufilm ‘Let’s Kiss’ dedicato alla figura del leader lgbt Franco Grillini, alla sua “storia di una rivoluzione gentile” e alle sue battaglie per la comunità omosessuale bolognese, romagnola e italiana. Eppure, a distanza di 40 anni da quelle prime iniziative pubbliche, molte sulla riviera romagnola, l’odio verso queste istanze non si è ancora spento. “Continuiamo a ricevere in rete messaggi violenti e offensivi contro Franco e contro il film- fa sapere oggi in conferenza stampa il regista Filippo Vendemmiati- li abbiamo subito cancellati, ma prima li abbiamo copiati con nomi e cognomi. Sono in tutto una decina, decideremo se avviare un’azione penale”. Il documentario, prodotto da Genoma Films, sarà proiettato in anteprima bolognese domani sera al Medica Palace, in una serata speciale organizzata dal Biografilm Festival in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission e Comune di Bologna. Sarà poi distribuito nelle sale cinematografiche e trasmesso da Sky sul canale dedicato ai documentari, mentre sono in corso le trattative con la Rai. “Vorrei tanto che l’estate prossima fosse proiettato anche in piazza Maggiore”, confessa Grillini. Del resto, aggiunge, “io sono un bolognese spalmato sui muri di questa città, come il ‘Rosso Bologna’”. Il film è stato presentato questa mattina in Comune. “Bologna ha un ruolo universale legato ai diritti di cittadinanza- sottolinea il sindaco Matteo Lepore- da quelle battaglie sono nate vere e proprie istituzioni, come ‘Il Cassero’. Forse a Bologna questo si dà ormai per scontato, ma non deve essere così”.

 “Siamo onorati di riavviare la nostra attività con questo docufilm- dice Massimo Mezzetti, direttore generale del Biografilm- è una grande storia d’amore, di passione personale che diventa anche passione collettiva. Ma è anche un’operazione di memoria rivolta al futuro e ai giovani”. E Fabio Abbagnato, dell’Emilia-Romagna Film Commission, aggiunge: “Molte storie meritano di essere raccontate, la storia di Franco è una di quelle”. Dal canto suo, il regista spiega che “non è stato facile raccontare la storia di un amico. Per fortuna abbiamo la stessa formazione culturale e lo stesso senso dell’ironia, che hanno reso il film una camminata lungo il suo percorso di vita, anche molto intimo, che è anche un pezzo della storia di questo Paese. Non è una biografia di Grillini nè del movimento Lgbt. E’ un film anche molto colorato, debordante nelle parole e nella musica, anche eccessivo per certi versi. Ma abbiamo voluto rendere Franco per quello che è, e ci siamo resi conto che è anche un attore straordinario”, dice Vendemmiati. Grillini è soddisfatto. “Ci tenevo molto- dice- per raccontare cosa è stato a chi non lo sa. Mi piaceva l’idea di fare un film sul passato, perché siamo riusciti a cambiare il mondo, la società e la cultura di un’Italia che era molto arretrata soprattutto in confronto agli altri Paesi europei. Da un punto di vista legislativo siamo ancora molto arretrati, ma dal punto di vista culturale, sociale e politico ormai l’Italia è al livello delle altre nazioni più avanzate. E questa rivoluzione gentile, perché non ci sono stati morti e feriti nè violenze, ha cambiato il modo di pensare di un intero Paese”.

Il titolo del film, ‘Let’s Kiss’, “richiama il problema dell’affettività- spiega ancora Grillini- tutti gli ultimi fatti di violenza e aggressione sono legati all’affettività espressa pubblicamente, è quella che suscita il rifiuto, la violenza e l’omofobia. E’ una questione che c’è sempre stata, fin dall’inizio della mia militanza. Se con questo film potremo dare un contributo alla fine di questi pregiudizi, ne sarò molto contento”. L’anno prossimo tra l’altro saranno i 40 anni dall’inaugurazione del Cassero a Bologna. “Sono contento che questo docufilm possa uscire prima- dice ancora Grillini- anche per celebrare adeguatamente quel grande avvenimento. Fu il Comune che ci diede la sede, io c’ero e fortunatamente dopo 40 anni sono ancora qui a raccontarlo”. Questo docufilm, dunque, “vuole essere anche una celebrazione dei risultati raggiunti, che si vedono- rivendica Grillini- siamo partiti da una situazione, negli anni ’90, in cui nelle inchieste al primo posto per antipatia c’erano gli omosessuali, poi c’erano gli zingari, i tossici e gli ebrei. Adesso la situazione si è rovesciata. Fortunatamente l’antisemitismo è molto diminuito e c’è un 60% di popolazione che accetta le persone omosessuali, perché la visibilità enorme che abbiamo prodotto in questi anni, visibilità che per noi è una religione civile, ha portato quella vicinanza tra persone eterosessuali e omosessuali che pian piano smonta il pregiudizio, l’ignoranza, l’omofobia e il razzismo, che sono tutte le cose contro cui ci siamo battuti in questi anni, anche con un buon successo”. E ribadisce l’importanza del coming out. “Non bisogna nascondersi- punge Grillini- come invece fanno certi politici che fanno finta di non essere omosessuali. Poi tanto lo sappiamo tutti, anche con i recenti scandali”. 

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