Diventano sette i “Coralli” dei fratelli Cesare e Antonio Gallegati

I due fratelli agronomi Cesare e Antonio Gallegati hanno messo d’accordo le principali guide del vino con il loro Sangiovese Corallo Rosso 2019: Top Wine per Slow Wine e Tre Bicchieri per Gambero Rosso. Riconoscimenti meritati, per chi da sempre interpreta il lavoro di vignaiolo anche come “custode” di un territorio, impegnato a mantenere il terreno fertile attraverso la pratica di un’ agricoltura sostenibile. «Giorgio Celli fu uno dei nostri professori all’università –rivendicano i fratelli Gallegati –una certa idea di naturalità fa parte della nostra formazione e viene certamente da lì». Proprio con la vendemmia 2019 la cantina la produzione dei fratelli faentini ha ottenuto la certificazione biologica.

Le vigne e la cantina

Vigna e cantina non sono nello stesso luogo. I vigneti dei Gallegati, 7 ettari in tutto, si trovano in territorio di Brisighella sulle colline calanchive di argille bianche, incastonate di fossili marini sedimentati per milioni di anni, in una delle zone più particolari della viticoltura romagnola: Monte Coralli, ad appena 200 metri sul livello del mare. Qui hanno mantenuto i ceppi delle viti piantate in origine dal padre, il vigneto più antico ha compiuto 60 anni. La cantina è invece a Faenza nella casa di famiglia, che dal 2012 oltre alla sala degustazione mette a disposizione anche cinque stanze per il soggiorno degli enoturisti, nelle campagne della bassa, tra i frutteti di kiwi e kaki, della loro stessa azienda agricola, cinta da un parco giardino che è una vera e propria oasi per scoiattoli, lepri, caprioli e 50 pavoni che hanno preso casa e si riproducono in libertà.

Sei “Coralli” più uno

Sei declinazioni di “Corallo”, più una in uscita, accomunate nelle etichette dalle composizioni di colore firmate dall’artista Enrico Calderoni. Tre i Coralli da uve bianche: il lieve Corallo Bianco di chardonnay e grechetto, l’albana Corallo Giallo e il trebbiano Corallo Argento. L’albana Corallo Giallo si offre al naso con un bouquet ricco di fiori bianchi e gialli, dal biancospino alla ginestra, sapido ed elegante. Quello per il trebbiano è poi un antico amore dei fratelli vignaioli, la prima annata del 1999, di cui in cantina ne conservano ancora 250 bottiglie, stupisce per la il potenziale evolutivo, a distanza di decenni infatti questo vino mantiene austerità, sapidità euna discreta freschezza. Al trio di bianchi si aggiunge l’albana passito Regina di cuori. Al capitolo sangiovese le etichette invece sono due: il Superiore Corallo Rosso che ha appena fatto il pieno di riconoscimenti per l’annata 2019, calda ma senza squilibri. Il sorso è pieno, nitido e carezzevole, franca espressione del vitigno e del territorio. Quindi la Riserva Corallo Nero, potente, ricco di frutto, con tannini fitti e vellutati, quasi balsamico. Per le occasioni importanti. C’è in listino anche Corallo Blu, da uve cabernet sauvignon e merlot più una minima quota di sangiovese, un taglio bordolese contaminato di Romagna convincente ed elegante. In queste settimane arriverà poi l’ultimo nato: il Corallo Viola, prima etichetta della casa per un Centesimino in purezza. La vigna risale agli anni Novanta, ma finora non era mai stato valorizzato a sé, una “curiosità” in appena un migliaio di bottiglie.

La carta di identità del campione. Il campione Corallo Rosso 2019 è un sangiovese in purezza da vigne abbastanza giovani, di una ventina d’anni, che punta alla freschezza e non vede il legno. Dopo una macerazione di 12 giorni in acciaio e una fermentazione malolattica anch’essa in acciaio, affina in bottiglia ed esce l’anno successivo con la menzione geografica Brisighella. I fratelli Gallegati ritardano sempre un po’ l’uscita e anche il 2020 arriverà a novembre. Costo abbordabilissimo: 10 euro a bottiglia è il prezzo praticato direttamente in cantina.

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