Distrugge un nido di rondine e viene denunciato per il reato di danneggiamento. L’autore del gesto, titolare di un esercizio commerciale, è stato individuato dai carabinieri forestali della stazione di Santarcangelo di Romagna al termine di una breve indagine. Decisive, per l’identificazione del responsabile, si sono rivelate le immagini dell’impianto di videosorveglianza del centro commerciale dove ha sede il negozio dell’uomo (una località della Valmarecchia): le rondini per mettere su casa avevano scelto proprio l’angolino sormontato dalle videocamere, perfettamente funzionanti al contrario di quanto accade a volte nei casi di rapine o furti.

Il filmato, che risale alla fine di luglio, documenta la circospezione del negoziante che si guarda attorno e reputando di non essere osservato agisce con furia distruttrice mandando all’aria con una stretta di guanto il meticoloso lavoro degli uccelli. Fortunatamente i piccoli che solo un paio di settimane prima erano pulcini implumi sono scampati al sabotaggio: le telecamere documentano quello che forse è il loro primo volo. Una fortuna per l’indagato che, in caso contrario, avrebbe potuto essere chiamato a rispondere del reato di uccisione di animali. A notare lo smantellamento del nido, fino a un paio di giorni prima popolato dalla famigliola alata, era stato un addetto alle pulizie che, supponendo il peggio, aveva informato L’Enpa (Ente di protezione animali). La responsabile della sezione di Rimini ha girato la segnalazione ai carabinieri forestali che hanno preso l’indagine con grande serietà. Non solo sono risaliti all’autore del danneggiamento, che è difeso dall’avvocato Massimiliano Cucchi, ma ne hanno svelato anche il movente: era stufo di ripulire ogni mattina, ormai da un mese, gli escrementi che gli uccellini lasciavano all’ingresso del suo esercizio commerciale. Se ne era lamentato pubblicamente e aveva anche scritto una lettera all’amministratore. Come ogni inchiesta che si rispetti, approdata sul tavolo del magistrato, si è ricorsi anche a un esperto dell’Istituto superiore per la ricerca ambientale di Bologna. Il “perito” ha stabilito che si trattava proprio di rondini (“Rondine Hirundo rustica”) e non altri volatili, sindacando anche sulla durata dello svezzamento: “In questa fase sono ancora dipendenti dai genitori”. C’è anche il caso che se ne riparli in un processo davanti al giudice.

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