Diritti delle donne, San Marino all’Unione interparlamentare di Madrid

In questi giorni il capodelegazione di San Marino Lorenzo Bugli ha preso parte ai lavori della 143esima assemblea dell’Unione Interparlamentare (UIP), in corso a Madrid fino al 30 novembre. San Marino, come da tradizione, ha inoltre partecipato anche alla riunione del Gruppo Geopolitico dei 12+, che si riunisce nel corso di due assemblee annuali. Due i temi principali che sono stati al centro del dibattito nelle giornate del 25 e del 26 novembre: da un lato il valore della democrazia, che in varie parti del mondo e d’Europa viene in questo momento storico messa veramente a dura prova, dall’altro la lotta ad ogni discriminazione e violenza di genere.

“Per la prima volta ho avuto l’onore di prendere parte all’assemblea in qualità di capodelegazione e non nego di aver provato una fortissima emozione – racconta Bugli -. A prendere per primo la parola, nella prima assemblea svoltasi il 25 novembre, è stato il rappresentate della Germania, che ha voluto accendere un focus su quanto sta avvenendo in queste ultime settimane in Bielorussia, dove è in pieno svolgimento una crisi che coinvolge migliaia di migranti, molti dei quali bambini. Non è possibile, ha detto la Germania, accettare che delle persone vengano lasciate morire ai confini per ragioni puramente strumentali, che hanno portato una nazione a sfruttare un’emergenza umanitaria per ragioni politiche. Per questo la Germania ha richiesto una presa di posizione immediata dell’Unione Interparlamentare, sollevando anche non pochi dubbi su un Paese, come la Bielorussia, che negli ultimi anni sembra essere andata incontro ad una deriva di tipo dittatoriale. Come rappresentante di San Marino, ho ribadito il pieno appoggio del Titano alla mozione che verrà presentata dalla Germania, rimarcando la necessità di intervenire con mano ferma, attraverso anche lo strumento delle sanzioni, ma puntando anche il dito sull’aspetto umanitario di ciò che sta avvenendo di fatto alle porte dell’Europa. Il presidente Duarte Pacheco ha inoltre relazionato all’assemblea in merito al suo periodo di permanenza, in qualità di osservatore internazionale, in Venezuela, un altro paese in cui la democrazia è messa seriamente in pericolo, e dove si assiste ogni giorno ad episodi che non possono essere tollerati da chi ha a cuore i valori di libertà. In ciò si riassume il ruolo di un organismo come l’Unione Inteparlamentare ma anche quello di partiti e movimenti giovanili, come i nostri Giovani Democratico Cristiani, che hanno il dovere di continuare a promuovere i valori fondanti della democrazia, soprattutto laddove l’esercizio di essa risulta ostacolato o più difficoltoso”.

Nel corso dell’assemblea del 26 novembre il focus si è invece spostato sul tema dell’uguaglianza e dei diritti delle donne. “Tutti i Paesi intervenuti nel corso del dibattito – aggiunge Bugli – hanno condiviso la necessità di fare di più per abbattere le differenze tra uomo e donne attraverso un riconoscimento di pari diritti ma attraverso anche il livellamento di salari, opportunità lavorative e accesso ai servizi, oltre naturalmente a combattere in maniera ferma qualsiasi tipo di discriminazione e violenza. Come rappresentante di San Marino, ho portato una testimonianza relativa al nostro Paese, tra i primi a dotarsi di una legislazione che in vari campi appare oggi tra le più paritarie, anche se la strada da fare è ancora tanta, come sottolineato anche dal gruppo di lavoro dei sindacati, per cui non mancano iniziative da mettere in campo, quali nel recente passato l’introduzione di una legge sul Revenge Porn. Senza dimenticare che la principale arma contro questo fenomeno resta la cultura delle persone”.

Il confronto avuto in Aula nelle giornate del 25 e del 26 novembre hanno suggerito a Bugli una riflessione a margine. “Questi primi due giorni di dibattito sono la dimostrazione di quanto sia importante per San Marino potersi confrontare e misurare in contesti internazionali alla presenza dei leader delle grandi nazioni del mondo. Allo stesso tempo però abbiamo compreso che il nostro piccolo Paese, con tutti i suoi limiti di micronazione, non deve mai sottovalutare il valore della propria esperienza, frutto di una tradizione democratica secolare e di una legislazione tra le più moderne esistenti; ecco perché una realtà ridotta come la nostra può, in uno scacchiere internazionale, diventare esempio per quelle ben più potenti e blasonate”.

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