Dipendenti non pagati dagli alberghi: il caso si allarga, partono le denunce

Lavoratori pagati poco più di tre euro ogni ora, lasciati senza stipendio, vitto e alloggio. Sono dovute intervenire Cisl e Caritas per assicurare un pasto e un ritorno a casa dignitoso. La vertenza coinvolge sei alberghi dislocati fra Bellaria Igea Marina, San Mauro e Gatteo (Il Gabbiano e La Bussola a Bellaria, Levante a Gatteo Mare, Pascoli Club, Baltic Aparthotel e il Dune Mosse Music a San Mauro Mare) e una sessantina di persone lasciate al verde assistite dalla Fisascat Cisl.

Quando è scoppiato il “bubbone”, pochi giorni fa, erano venti i dipendenti coinvolti, ora se ne sono aggiunti quaranta e lunedì la Cisl va all’Ispettorato del lavoro a presentare denuncia, l’obiettivo è recuperare redditi non pagati, contributi non versati e denunciare un malcostume ampiamente praticato nel settore turistico. «Il 70 per cento dei rapporti di lavoro è irregolare» tuona Gianluca Bagnolini, segretario generale Fisascat Cisl Romagna.

Le “scatole cinesi”

Il caso dei sei alberghi è noto e qualche giorno il sindacato ha dato vita a un presidio davanti a una delle strutture coinvolte. Ieri mattina Bagnolini ha spiegato cosa succede.

In sintesi: i proprietari hanno dato in affitto le strutture a società che poi hanno ceduto a terzi la gestione («noi sospettiamo appalti illeciti»). Un sistema di “scatole cinesi” sul quale bisognerà fare luce ma che per ora ha colpito i lavoratori. «Alcuni non hanno ricevuto lo stipendio di luglio, nessuno quello di agosto – rimarca Bagnolini -. Abbiamo ricostruito una struttura di gestione che facciamo fatica a comprendere, è stato applicato un contratto pirata inferiore del 65 per cento a quello di Cgil, Cisl e Uil: dai 3,5 ai 3,8 euro all’ora, sette giorni su sette, turni da 10 o 15 ore senza straordinari o trattamenti economici aggiuntivi. Una paga da sfruttamento».

“Così fan molti”

Il segretario approfitta di quanto successo per cercare di incidere la piaga del lavoro irregolare nel mondo delle vacanze. «Lo segnaliamo da tempo, oggi scoppia un problema, non più vertenze individuali, non si può fare finta di nulla, c’è un settore economico malato, persone sull’orlo dello sfruttamento».

La svolta è offerta dal Pnrr. «Due miliardi destinati al turismo, via le aziende malate, sì al turismo di qualità e il turismo di qualità non si fa senza lavoro di qualità».

“Ci faremo sentire”

Con le denunce all’Ispettorato del lavoro, la Cisl punta al recupero di stipendi e contributi e in prospettiva la «messa in mora» facendo riferimento alla «responsabilità solidale». «Assistiamo a un clamoroso caso di sfruttamento – rimarca Bagnolini – le persone non devono accettare queste condizioni di lavoro».

Oltre al caso clamoroso, però, il rispetto dei contratti non sembra il primo dei pensieri nel settore turistico. «Sotto varie forme è un fenomeno ampiamente diffuso. Il 70 per cento dei rapporti di lavoro stagionale è irregolare. Le persone vogliono lavorare, chi fa la stagione è disposto a fare tante ore ma vuole essere pagato. Quando all’inizio di ogni estate sentiamo la solita lamentela, non si trovano per persone, la questione vera è che non si applicano i contratti. Chi lavora 70 ore a settimana se si rispettano gli accordi deve guadagnare 3mila euro netti al mese, invece ne prende dai 1.500 ai 1.700. Chi si comporta in questa maniera deve essere espulso dal mercato».

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