Il dinosauro Piadyno ogni domenica sul Corriere Romagna

Il dinosauro Piadyno ogni domenica sul Corriere Romagna
Piadyno al "lavoro" in corsia

RIMINI. Piadyno è un “bimbo” di Dinosauro in età da scuola materna partorito dalla fantasia di Fabrizio Bove per spiegare ai propri di bimbi perché nel mondo esiste la diversità. Un tema complesso anche per tanti adulti che lui, 44enne romano trapiantato a Rimini, ha affrontato nella maniera migliore quando si ha a che fare con i piccoli: attraverso la fiaba.

Da allora sono passati cinque anni e Piadyno ha a dir poco varcato la porta di casa Bove: è entrato nella vita sociale cittadina e non solo, visto che in quella che l’impiegato Inps definisce scherzosamente «un’avventura che sta diventando più grande di noi» ha conquistato il mondo della canzone, dei cartoon sui social e da oggi anche delle vignette grazie a una rubrica settimanale che verrà ospitata a partire, appunto da oggi, ogni domenica sulla “Pagina aperta” del Corriere Romagna. Ma andiamo con ordine, partendo dalla “nascita”.

Bove, come viene al mondo Piadyno?
«E’ nato quasi per gioco quando mio figlio, che al tempo aveva quattro anni, ha iniziato a chiedermi perché ci fossero delle persone sulla sedia a rotelle o di colore. Come ogni bimbo amava i dinosauri, così ci siamo inventati questo personaggio e una favoletta semplice semplice: su un’isola sconosciuta scoppia uno scandalo perché la figlia del re si innamora di uno squalo bianco e il nonno che non voleva un nipotino da lui butta l’uovo generato in mare. Lo squalo aveva però saputo che su una certa spiaggia abitava gente buona che lo avrebbe accudito e lo spinge fino a Rimini, dove lo troviamo io e mio figlio: lo vediamo quindi schiudersi e generare un dinosaurino peloso, tutto blu tranne la pinna da squalo. Lo portiamo a casa, ci accorgiamo che l’unica cosa che mangiava era la piadina che rubava alla nonna e alla mamma e lo chiamiamo Piadyno. Poi quando cresce, visto che è buono, tenero e curioso, lo lasciamo libero per la città così che i riminesi possano educarlo e lui possa aiutare i bimbi a capire certe cose. Questa in sintesi la fiaba, ma, considerato che con mio figlio funzionava il “guarda che Piadyno non butta la carta per terra e le verdure le mangia…”, e ha iniziato a fare tutto quello che faceva il dinosauro, abbiamo deciso di creare una specie di cartone animato e una canzone, fino a farne un personaggio reale con un peluche. Non però la classica mascotte per una squadra di calcio o un pupazzo per turisti in un parco divertimento, ma un personaggio positivo per progetti mirati al sociale. Io sto al suo interno in casi eccezionali (solitamente si alternano due persone) ed è accompagnato da Giada Restaino, che è la sua amica che gli racconta le fiabe e lo aiuta a scoprire il mondo reale».

Detto, fatto: le richieste hanno iniziato a fioccare e si stanno aprendo mille porte.
«Verrebbe quasi da dire anche troppe visto che io sono impiegato Inps, mia moglie insegnante di sostegno e abbiamo due figli (tre con Piadyno…) ma siamo contenti che Piadyno piaccia così tanto. Abbiamo chiuso ad esempio un bel progetto con La Girandola Onlus alla Chirurgia Pediatrica dell’Infermi, dove accoglieva i piccoli pazienti e li accompagnava per mano in sala operatoria attenuando il trauma dell’ospedale: iniziativa in attesa di nuovo finanziamento. Insieme alla Rimini Calcio, abbiamo fatto poi un progetto di educazione allo sport portandolo in palestre e associazioni a provare le varie discipline senza sceglierne una così da farle apprezzare tutte. Abbiamo partecipato a eventi della Croce Rossa, nelle scuole, a laboratori sul riciclo creativo alla Colonia Bolognese con il Palloncino Rosso e l’associazione Kantaros… ».

Dopo un primo anno di iniziative varie il gioco si fa però sempre più serio e Piadyno è stato abbracciato da figure molto importanti nel mondo dell’infanzia.
«Sì, ed è una cosa che ci riempie d’orgoglio. Abbiamo ad esempio registrato 50 favole in collaborazione con Elisabetta Mauti, psicologa clinica e scrittrice di fiabe per bimbi che leggevo ai miei figli da sempre. Quando lo scorso anno mi ha chiamato dicendomi che la storia di Piadyno la intrigava e voleva conoscermi è stato incredibile. E’ scesa da Milano, mi ha spiegato che le sarebbe piaciuto diventare la penna del dinosauro in caso avessimo trovato una casa editrice, ha chiesto la collaborazione alla Erickson per farne di particolari e ogni settimana stiamo pubblicandone una su Youtube, Istragram e Facebook: fiabe educative su temi quali la separazione dei genitori, il bullismo, la morte di una persona cara… Il sogno è ora trovare una casa editrice che lo sposi definitivamente per farne suo il personaggio che accompagni i bimbi in tutta la crescita: dai libri tattili alle favole per la buonanotte e a quelle educative. Intanto ho registrato il marchio e ottenuto la tutela in tutte le forme possibili».

Dalla carta stampata al pentagramma, anche qui con nomi importanti.
«In contemporanea stiamo sviluppando il progetto musicale che stiamo portando avanti grazie ad Alessandro Casadei e al suo studio Karma music production e alle voci di Francesco Itri Tardi e Chiara Bellettini: dopo il primo brano “La ballata di Piadyno” che raccontava la sua storia, qualche mese fa è arrivato “Il colore giusto” sulla raccolta differenziata (entrambi fanno da colonna sonora a un cartone animato) e nel frattempo abbiamo depositato altre cinque canzoni un po’ più ampie. A metà dicembre andremo poi a Roma a registrare il nuovo video sul tema del bullismo con una scuola della Capitale: parla del rapporto di due bimbi e il padre di uno di questi e iniziamo a voler arrivare anche ai genitori con le nostre canzoni. La regia è di Valentina Morricone, nipote del grande Ennio che si è innamorata del progetto e si è offerta di aiutarci a svilupparlo».

Dulcis in fundo, le vignette da oggi sul Corriere Romagna con la rubrica settimanale “Il mondo di Piadyno”. Come nascono e cosa aspettarci?
«Visto che Piadyno è un bimbo che ancora non parla ma si esprime a gesti e abbracci, le vignette sono lo strumento per liberarlo da questo schema. Il vignettista Marco Landini (Lando) lo fa quindi approcciare alla lingua italiana facendogli scoprire il vocabolario e facendolo innamorare dei proverbi e dei modi di dire, che però storpia tutti. Si andrà quindi dalla vecchietta sull’autobus nella prima uscita sul Corriere Romagna alla battutina simpatica sul cane e a vari temi sociali e attuali: tutto grazie allo stratagemma di un bambinello teppistello che lo accompagna e di un vecchietto che si chiama Gino cui chiede consigli sulla vita».

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