Diecimila nuovi laghetti per arginare la siccità

Bisogna fronteggiare la fase acuta, ma anche prepararsi a gestire una scarsità idrica che rischia di diventare cronica. Non hanno perso tempo l’Organizzazione di imprenditori agricoli Coldiretti e ANBI, l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue. Puntano a realizzare 10mila invasi medio-piccoli e multifunzionali entro il 2030 e hanno già 223 progetti pronti da mettere in cantiere.

I nuovi bacini incrementeranno di oltre il 60% l’attuale capacità complessiva dei 114 serbatoi esistenti, contribuendo ad aumentare in maniera significativa la percentuale dell’11% di quantità di pioggia attualmente trattenuta al suolo. La realizzazione dei primi 223 laghetti comporterà nuova occupazione per circa 16.300 unità lavorative e un incremento di quasi 435mila ettari nelle superfici irrigabili in tutta Italia, nel solco dell’incremento dall’autosufficienza alimentare, indicato come primario obbiettivo strategico per il Paese. Il maggior numero di attuali progetti – ben 40 – interessa l’Emilia Romagna, seguita da Toscana e Veneto.

A corollario degli invasi, perseguendo l’altro obbiettivo strategico dell’autosufficienza energetica, dovranno essere realizzati 337 impianti fotovoltaici galleggianti, che potranno occupare fino al 30% della superficie lacustre, e 76 impianti idroelettrici, capaci di produrre complessivamente oltre 7 milioni di megawattora all’anno.

Il 2022 si classifica nel primo semestre in Italia come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica e si registrano anche precipitazioni praticamente dimezzate lungo la Penisola con un calo del 45%. L’anomalia climatica più evidente quest’anno si è avuta a giugno che ha fatto registrare una temperatura media superiore di ben +2,88 gradi rispetto alla media su valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr che effettua rilevazioni in Italia dal 1800.

«Quella attuale è la sesta emergenza siccità nei recenti 20 anni e ha già provocato danni per circa 2 miliardi all’agricoltura. Servono investimenti infrastrutturali e il Piano Laghetti è una scelta di futuro», sottolinea il Presidente ANBI Francesco Vincenzi.

«L’Italia – aggiunge Ettore Prandini, Presidente Coldiretti – è al terz’ultimo posto in Europa per investimenti nel settore idrico. Serve programmazione per uscire dalla logica dell’emergenza e un piano di laghetti diffusi e con funzioni anche ambientali è la soluzione all’impossibilità di realizzare grandi invasi come è stato negli anni scorsi per il Sud Italia».

La posta in gioco, ribadisce, è altissima: «La sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell’intero settore alimentare».

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