Dieci “insoliti” romagnoli raccontati da Luca Gardini

Il settore del vino si sta trasformando in un sempre più glorioso mercato globale, dove la competizione serrata obbliga implicitamente vignaioli e produttori alla ricerca di soluzioni estemporanee, non sempre sul terreno del recupero varietale. Una proattività in realtà sempre più benefica per l’innalzamento del livello delle competenze e conoscenze, che sta trasformando un settore (rigidamente) ancorato alle logiche del passato, in un palcoscenico di marcata sperimentazione. La Romagna, anch’essa terra di vini della tradizione, non fa eccezione, tramutandosi in un altro fronte sperimentale davvero ragguardevole, sia con la novità, annunciata un po’ in sordina, per ovvi motivi, nel 2020, del “semaforo verde” dato alle varietà resistenti (Piwi), di cui è stata avviata la messa a dimora e successivamente la produzione, ma anche per le tipologie internazionali che, sebbene presenti da tempo immemore nel nostro territorio, hanno sempre avuto una circolazione piuttosto limitata da un (legittimo, per carità) iper-tradizionalismo a favore dei vari Sangiovese, Centesimino, Albana, Trebbiano, Famoso e Pagadebit. Ecco allora una selezione di “anomali” romagnoli, vini che si arrischiano a muoversi su terreni poco battuti, vinificati in purezza, in “tagli” inediti, alla ricerca, in realtà, di letture varietali lontane dalla tradizione, ma preziosissime per scovare limiti espressivi o interpretazioni originali, dove il territorio sia capace di conferire alla varietà utilizzata quella peculiarità inimitabile altrove.

MUTILIANA
Forlì IGP Pinot Nero Ecce Draco

Il progetto enologico raffinato di Giorgio Melandri, ma soprattutto il vocatissimo territorio di Modigliana in questo raro Pinot Nero di alta collina. Terreni marnoso-arenari per un vino di grande freschezza, naso di pepe nero, melagrana, tocchi mentolati e di sottobosco. Tannini sapidi, finale con ritorno fruttato.

VIGNE DEI BOSCHI
Ravenna IGT Bianco 16 Anime

Paolo e Katia Babini, da Brisighella, e il loro progetto enoico di grande consistenza, che non ha mai paura dei territori sconnessi della sperimentazione. Un Riesling in purezza che è una vera scoperta, naso di nettarina, tocchi di biancospino, palato salmastro, finale di grande persistenza.

VIGNE DI SAN LORENZO
Ravenna IGT Rosso San Lorenzo

Campiume di Brisighella, la bella cantina di Filippo Manetti, talento indiscutibile ed anima avanguardistica, come dimostra questo taglio paritario di Merlot e Cabernet Sauvignon, orgogliosamente “vin de garage”. Mirtilli rossi, tocchi di alloro, al gusto tannini iodato-salmastri con ritorno fruttato-officinale.

CANTINA SAN BIAGIO VECCHIO
Ravenna IGT Bianco Cacciabruco

Una succulenta storia di “twist of fate”, quella di Andrea e Lucia, trasformatasi nel tempo in un punto di riferimento per i territoriali, cui fa eccezione questo inedito taglio in bianco, da Chardonnay, Malvasia di Candia e Trebbiano romagnolo. Pesca bianca e salvia al naso, sapido-salmastro alla bocca.

TRERÈ
Colli di Faenza DOC
Re Bianco

Colline di Faenza, il progetto tridimensionale di Morena e Massimiliano, da sempre caratterizzato da una grande cura sui prodotti vinicoli. Questo è un entusiasmante taglio Sauvignon blanc/Chardonnay, naso con note di pesca abate, tocchi di rosmarino e litchi, beva salmastra, ritorno fruttato.

SAN VALENTINO
Rubicone IGT Syrah Mascarin

Il progetto territoriale (e bio!) di famiglia Mascarin, ormai da decenni punto di riferimento nel riminese. Vini dalla tempra marcatamente internazionale, evidenti in questo eccellente Syrah in purezza, davvero una scoperta. Duroni al naso, tocco mentolato, con sfumature di iris e liquerizia. Al palato sapido, con ritorno balsamico-fruttato.

TORRE SAN MARTINO
Colli di Faenza DOP Vigna della Signora

Non solo rossi, nell’eccellente progetto di Modigliana di Torre San Martino, ma storicamente anche questo bianco, a prevalenza Chardonnay e Sauvignon, una conferma, nel caso ce ne fosse bisogno, della vocazione territoriale. Litchi, kiwi e chinotto al naso, con tocchi di fiori bianchi. Salmastro alla beva, ottimamente persistente.

TRE MONTI
Rubicone IGP Salcerella

Ennesima bottiglia di rara pulizia e completezza tecnica questa della cantina Tre Monti di Imola, una chicca da Sauvignon Blanc in purezza che sa di gelsomino, bergamotto e melone bianco, con tocchi di lemongrass; sapido e persistente alla beva, con piacevolissima persistenza.

CA’ DEI 4 ARCHI
Vino Frizzante Unknown

Una cantina magistrale nell’interpretazione dei rossi del territorio, in questo caso avveniristica con questo matrimonio in bianco marchigiano-romagnolo, un “pet nat” davvero irresistibile. Biancame e Trebbiano romagnolo in blend, cedro, tiglio, albicocca e timo al naso, beva scoppiettante, con ritorno fruttato-agrumato.

LA PISTONA
Colli Romagna Centrale DOC Sofi

Uno Chardonnay-Sauvignon di grande interesse per la bella realtà forlivese, arricchito da una vinificazione svolta in barrique. Nettarina, con tocchi di salvia limonata e noce moscata al naso, al palato salmastro, con bella lunghezza e ritorno, sul finale, delle note di spezie dolci.

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