Dichiarazione Redditi 2019: istruzioni online, 730 precompilato e scadenza

Mar 14 Maggio 2019 | Redazione Web


Dichiarazione Redditi 2019: istruzioni online, 730 precompilato e scadenza

Wed 17 July 2019 | Redazione Web

Ogni anno, in coincidenza all’arrivo della primavera, c’è anche l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi. Come da tradizione, per lavoratori dipendenti e pensionati il modello da utilizzare è un 730 che presenta diversi vantaggi. Il primo è che il contribuente non deve eseguire calcoli e ottiene il rimborso dell’imposta direttamente nella busta paga o nella rata della pensione, a partire dal mese di luglio (per i pensionati a partire dal mese di agosto o di settembre). Se invece deve versare delle somme, queste vengono trattenute dalla retribuzione (a partire dal mese di luglio) o dalla pensione (a partire dal mese di agosto o settembre) direttamente nella busta paga.

INDICE:

    • I destinatari
    • Modalità, scadenze e istruzioni per l’invio
    • Come funziona la versione precompilata
    • In caso di errori
    • Per correggere
    • Promemoria
    • Agevolazioni per i figli disabili
    • La guida sul web
    • Bonus per il verde e le ristrutturazioni
    • Spese sgravate per ricoveri e cure
    • Terapie e visite per gli animali domestici
    • 5 per 1000: come devolverlo
    • 5 per 1000: il modulo
    • 5 per 1000: gli aventi diritto
    • 5 per 1000: i destinatari
Dichiarazione Redditi 2019: istruzioni online, 730 precompilato e scadenza

I DESTINATARI
Il modello 730 è dedicato a tutti i contribuenti che, nell’anno 2018, hanno percepito redditi da lavoro dipendenti (rientrano nella categoria anche i contratti a progetto), redditi dei terreni e fabbricati, di capitali, di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (sono quei lavori non esercitati abitualmente). Sono obbligati, invece, a utilizzare il modello Redditi persone fisiche i contribuenti che, nel 2018, hanno incassato redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione. È il caso anche dei redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva, delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni qualificate o derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate in società residenti in Paesi o territori a fiscalità privilegiata, i cui titoli non sono negoziati in mercati regolamentati, dei redditi provenienti da “trust”, in qualità di beneficiario.


MODALITÀ, SCADENZE E ISTRUZIONI PER L’INVIO
La dichiarazione dei redditi solitamente presentata dai titolari di partita Iva da quest’anno prende il nome di modello Redditi 2019. Il documento che fino allo scorso anno era noto come Dichiarazione Unica deve essere inoltrato entro il 30 settembre 2019. L’invio del modulo compilato dovrà avvenire in modalità telematica e solo in alcuni casi anche cartacea. IL MODULO Anche per i professionisti con partita Iva, i lavoratori autonomi o per coloro che nel 2018 hanno percepito redditi diversi non dichiarabili con il modello 730/2019 è disponibile un modello precompilato. La dichiarazione precompilata si può trovare nel portare dell’Agenzia delle Entrate e va modificata e integrata a dovere prima dell’invio stesso della documentazione.

Dichiarazione Redditi 2019: istruzioni online, 730 precompilato e scadenza

COME FUNZIONA LA VERSIONE PRECOMPILATA
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) è disponibile, dallo scorso 15 aprile, per i lavoratori dipendenti e i pensionati, il modello 730 precompilato. Si può usufruire del servizio con le credenziali Spid dell’Agenzia delle Entrate o con l’apposito codice pin.
IN CASO DI ERRORI
Se il contribuente non ha dichiarato dei redditi o ha indicato oneri deducibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello Redditi persone fisiche e pagare le differenze.
PER CORREGGERE
Dal momento che sbagliare è umano, l’Agenzia delle Entrate concede la possibilità di modificare il documento precedentemente inviato, a patto che le eventuali correzioni vengano apportate entro la data del 25 ottobre.
PROMEMORIA
Per quanto riguarda l’invio della dichiarazione dei redditi 730, va ricordato che la data di scadenza è fissata dall’Agenzia delle Entrate al 23 luglio 2019. La stessa data vale sia per chi presenta la dichiarazione precompilata che per chi invia il modulo ordinario compilato dal CAF o dal proprio commercialista.

Se già dal 15 aprile i contribuenti hanno potuto consultare la dichiarazione predisposta online sulla base dei dati trasmessi in modalità telematica, dal 2 maggio hanno avuto il via libera per modificarla, integrarla e inviarla.

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AGEVOLAZIONI PER I FIGLI DISABILI
L’Agenzia delle Entrate sottolinea da tempo che per le persone con disabilità e i loro famigliari sono previste diverse agevolazioni fiscali. Tra queste, quelle relative all’acquisto di veicoli, la detrazione delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza o per l’eliminazione delle barriere architettoniche, le agevolazioni per i non vedenti e per i sordi, quelle sugli acquisti degli ausili tecnici e informatici. Una delle novità del modello 730 è relativa alla detrazione del 19% relativa alle spese sostenute in favore dei minori o dei maggiorenni con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa), fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. Lo sconto fiscale è previsto per l’acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici, necessari all’apprendimento, così come per gli strumenti volti a favorire la comunicazione verbale e che assicurino ritmi di apprendimento delle lingue straniere.


LA GUIDA SUL WEB
L’Agenzia delle Entrate ha così fornito un’utile guida sul sito web per le famiglie con regole e modalità da seguire per richiedere le agevolazioni. Ad esempio per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano detrazioni Irpef fino a 1.620 euro (se il figlio ha un’età fino a 3 anni) o fino a 1.350 euro (per età pari o superiore a 3 anni). Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi a 95mila euro.
BONUS PER IL VERDE E LE RISTRUTTURAZIONI
Anche nel 2019 si può usufruire dell’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione e riqualificazione edilizia. Uno sgravio fiscale che dà diritto a una detrazione pari al 50% dell’importo speso nell’anno precedente alla dichiarazione dei redditi, con un limite di spesa fissato a 96mila euro.

La detrazione verrà poi ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Allo stesso modo è possibile sfruttare il “bonus verde”, con una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2019 per la sistemazione a verde di aree scoperte (fino a 5mila euro).
SPESE SGRAVATE PER RICOVERI E CURE
Prestazioni chirurgiche, analisi, acquisto o affitto di protesi, acquisto di medicinali da banco (con tessera sanitaria), assistenza infermieristica e riabilitativa: sono solo alcune delle tantissime prestazioni sanitarie che sono possibili inserire nel modello 730 per ottenere gli sgravi fiscali.

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TERAPIE E VISITE PER GLI ANIMALI DOMESTICI
Le spese veterinarie sostenute per gli animali domestici (in Italia ce ne sono circa 60 milioni) possono essere portate in detrazione con il modello 730/2019. Per tale categoria di spesa la soglia (l’importo massimo da poter indicare nella dichiarazione dei redditi) è di 387,40 euro, con una detrazione Irpef fissata al 19%. Attenzione però, perché così come per quelle mediche, la detrazione prevede una franchigia pari a 129,11 euro.

Scontrini da conservare! Per conoscere l’entità delle detrazioni, ad esempio per una spesa di 300 euro dal veterinario, bisognerà togliere 129,11 euro e, sull’importo rimanente, calcolare il 19% di sgravio (ovvero 32,47 euro, in questo caso). Con una spesa di 400 euro si ha invece diritto all’importo massimo detraibile, in questo caso pari a 49 euro.
5 PER 1000: COME DEVOLVERLO
Compilando la dichiarazione dei redditi, è possibile devolvere una parte delle proprie imposte a realtà attive nel terzo settore, fondazioni o società sportive. Tutto questo viene effettuato tramite il 5 per 1000, strumento istituito nel 2006. Occorre sottolineare che il 5x1000 non è un esborso ulteriore rispetto alle tasse da pagare, ma una parte di queste che, invece di finire allo Stato, viene destinato al sostegno di realtà benefiche che i cittadini ritengono meritevoli. All’interno del modulo da compilare sono già indicati i sette settori ai quali si può dare il proprio sostegno.

Questi comprendono associazioni e realtà attive nel sociale, cioè organizzazioni di volontariato o promozione sociale, ma anche associazioni che si occupano della salvaguarda del patrimonio artistico e storico. Il 5 per mille si può anche devolvere ad associazioni sportive dilettantistiche, che curano l’avviamento allo sport dei più giovani, al finanziamento della ricerca scientifica e alle università. Ma il 5 per 1000 non è l’unico strumento per devolvere parte della propria Irpef. Si può destinare l’8 per 1000 a una delle confessioni religiose che hanno firmato un’intesa con lo Stato, mentre il 2 per 1000 può andare a un partito politico. Queste donazioni non sono alternative: si possono fare tutte, o anche nessuna.
5 PER 1000: IL MODULO
Per destinare la propria quota del 5 per mille si rivela opportuno firmare in uno dei sette appositi riquadri, sia che si utilizzi il modulo 730 e Redditi Persone fisiche.

Oltre alla firma, si può indicare il codice fiscale del singolo soggetto a cui devolvere direttamente la quota del 5 per mille, altrimenti sarà suddiviso fra tutte le realtà della categoria scelta.

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5 PER 1000: GLI AVENTI DIRITTO
Per conoscere il codice fiscale del beneficiario a cui si intende devolvere il 5 per 1000, è possibile consultare il sito web dell’Agenzia delle Entrate qui, se non si ha modo di chiedere direttamente all’associazione prescelta. Sul sito internet sono infatti presenti gli elenchi aggiornati a quest’anno di tutti gli enti che hanno diritto al 5 per 1000, suddivisi per aree tematiche.
5 PER 1000: I DESTINATARI
SCIENZA. Si può scegliere di destinare il proprio 5 per mille ad enti attivi nel mondo della ricerca di cure per patologie mediche, oltre che alle università.


VOLONTARIATO. Fra i destinatari più scelti ci sono organizzazioni e fondazioni attive nel sociale. Sono realtà senza scopo di lucro attive nel mondo del volontariato.
PATRIMONIO. La scelta può ricadere anche su associazioni la cui finalità è proteggere e valorizzare il patrimonio naturalistico e storico del paese.


SPORT. Il 5 per mille può essere un aiuto prezioso per le associazioni dilettantistiche che avviano i giovani allo sport, stimolandoli ed educandoli.

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