Il ragazzo mentre tenta di sfondare le porte con un estintore

RIMINI. L’altra notte ha scatenato il panico all’interno dell’albergo Milton di via Cappellini, mettendo in allarme i 190 ospiti della struttura che dormivano senza un perché. «Non lo so che cosa mi sia successo» ha raccontato ieri mattina davanti al giudice l’incensurato turista 21enne della provincia di Salerno che a colpi di estintore ha spaccato porte e finestre su più piani prima di aggredire e ferire perfino i carabinieri intervenuti per bloccarlo.

Il giovane, che ha trascorso la notte piantonato in ospedale, è risultato aver agito in preda alla ketamina, un anestetico per cavalli utilizzato per sballarsi. Nega però di averla mai assunta, sostenuto dagli amici che lo ricordano tranquillo come sempre fino a un minuto prima che sparisse dalla zona di piazzale Boscovich (Rimini Beach arena) per dirigersi come un folle e senza maglietta verso l’Hotel Milton. «Ricordo di avere conosciuto delle ragazze che mi hanno offerto da bere: devono avermi drogato a mia insaputa. Poi ho solo dei flash: mi sono accorto di essere stato derubato del portafoglio e mi ha assalito l’agitazione: ho creduto che qualcuno volesse uccidermi e sono scappato in preda al terrore».

Difeso dall’avvocato Matteo Paruscio, il giovane non si è mai messo nei guai in vita sua prima dell’altra sera. Si è diplomato, lavora nell’azienda del padre (i genitori sono accorsi a Rimini dopo l’accaduto) e, a detta degli amici con i quali era in vacanza, è un ragazzo mite a dispetto del fisico imponente. Due dei carabinieri feriti (a uno ha morso il pollice rischiando di staccarglielo) si sono costituiti parte civile con l’avvocato Ilaria Perruzza. «Con noi era una furia scatenata». Effetto, evidentemente, della ketamina. Il giudice, in attesa del processo, ha scarcerato il ragazzo, accusato di resistenza, violenza e danneggiamento, senza alcun obbligo. (a.r.)

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