Designer di Cesena nel gotha delle scarpe

La footwear designer Monica Mei, cesenate d’adozione da diversi anni, è l’unica donna italiana a far parte della giuria del prestigioso premio internazionale “Global footwear awards”.

Nato da poco su stimolo dal Farmami group di Los Angeles, Usa, che si occupa di organizzare prestigiosi premi internazionali come l’International Design Awards (Ida) e l’annuale “Lucie Awards for Photography”, uno dei più rinomati premi per la fotografia, Il Global footwear awards si pone come obiettivo quello di premiare i migliori talenti del design della scarpa, dall’alta moda allo sport.

La premiazioni sono online, causa emergenza Covid 19, e Monica Mei è stata selezionata dall’organizzazione a far parte della giuria, che raccoglie 27 fra i nomi e talenti più rinomati della moda della calzatura e dei grandi marchi.

Cosa ha significato per lei essere stata selezionata a far parte di questa giuria internazionale?

«Sono molto felice e onorata di essere stata contattata dal Farmami group di Los Angeles per far parte di questa prestigiosa giuria di un premio che è quasi un Oscar della calzatura d’avanguardia. Dovrò selezionare diversi candidati, molti sono talenti emergenti, su varie aree merceologiche di prodotti guardando la migliore innovazione in termini di sostenibilità, design e concreta attenzione alla realizzazione dei prodotti».

Ma come si arriva a questi alti livelli di professionalità?

«Ci si arriva con un grande impegno e sacrificio ma anche con un grande amore per questo settore. Uno dei miei più grandi maestri, che è stato Sergio Rossi, mi diceva sempre che per lavorare nel mondo della calzatura ci vuole tanta passione e determinazione. Essere determinati è molto importante».

In questo momento il settore della calzatura sta attraversando, come tanti altri settori, un periodo di grande difficoltà Per voi addetti al lavoro cosa significa?

«La pandemia ha purtroppo bloccato le vendite in molti ambiti. L’attenzione di certo non è più rivolta alla moda come fino a poco tempo fa, perché lo smart working spinge le persone a restare di più in casa, gli acquisti vengono fatti on line, ma è calata drasticamente la richiesta delle calzature in questo 2020 in tutto il mondo. I sono negozi chiusi e le aziende che producono hanno subito una grossa contrazione e molte sono addirittura chiuse. Chi regge sono i grandi marchi, che hanno una distribuzione del proprio prodotto nel mondo e che hanno aree aperte. Ma per tutti noi che lavoriamo come designer, molti a contratto e con partita Iva, le cose sono più complicate e difficili. Si cerca di tenere duro e non mollare».

Da anni lei vive in Romagna, cosa le piace della nostra terra?

«Nel 1997 vinsi un premio Gucci nella categoria delle calzature e questo mi ha aperto le porte per poter lavorare da Prada tra la Toscana e la Lombardia. Sono arrivata in Romagna quando la Sergio Rossi è stata acquistata proprio dal gruppo Gucci e fui scelta da Sergio Rossi e dal figlio Gianvito Rossi per lavorare con loro nello sviluppo delle collezioni donna-uomo. Da allora mi sono legata alla Romagna ed ho scelto di rimanere qui , perché nonostante sia molto attiva nei miei viaggi di lavoro, tra Milano, Toscana ed estero, voglio ritornare a Cesena che ha quel “tocco magico” che mi ha letteralmente conquistato».

Nata a Firenze, in una famiglia di artisti e restauratori, il padre ha anche restaurato alcuni codici della Malatestiana, dopo aver completato gli studi all’Accademia delle arti di Firenze, la Mei ha iniziato a lavorare come footwear designer per molti italiani ed intenzionali brand, come Armani, Valentino, Cristian Lacroix, Jean-Louis Sherrer, Prada, Gucci, Tod’s, Max Mara e Fratelli Rossetti.

Nel 2001 è diventata senior designer per Sergio Rossi, dove le sue creazioni hanno permesso al marchio di crescere nel mondo della moda. Nel 2005 ha lavorato a Milano con Donatella Versace. Ad oggi sta concludendo il suo contratto di lavoro con Vera Wang.

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