RAVENNA. Dentix Italia ha presentato la richiesta di concordato preventivo in continuità. «L’obiettivo – dicono dall’azienda – è di arrivare alla riapertura delle cliniche in condizioni di sicurezza, prestare le cure necessarie ai pazienti, ristrutturare il debito finanziario, tutelare i creditori, i dipendenti e collaboratori». Dopo settimane di sostanziale silenzio, ieri la dirigenza della multinazionale spagnola ha deciso di tornare a farsi sentire, con una notizia che tuttavia, nonostante le rassicurazioni, potrebbe non bastare a tranquillizzare i pazienti.
In Italia il gruppo è presente dal 2014 e gestisce attualmente 56 cliniche odontoiatriche su tutto il territorio nazionale – tra cui due anche nel ravennate – con un organico di 420 dipendenti, 56 direttori sanitari e 229 medici.
La crisi dell’impresa Dentix Italia, già palesatasi nell’imminenza del lockdown, si è estremamente aggravata a causa della chiusura imposta dalle norme per il contenimento dell’epidemia di Covid-19. E a marzo le cliniche di Ravenna – così come tutte le altre in Italia e in provincia– hanno chiuso i battenti. Peccato, però, che poi non abbiamo mai più riaperto.
«Abbiamo lavorato e riflettuto su diverse ipotesi per tornare all’operatività in Italia nel miglior modo possibile, senza venire meno agli impegni che ci siamo assunti – ha dichiarato ieri il fondatore e presidente di Dentix, il dentista e imprenditore spagnolo Angel Lorenzo Muriel –. Quella del concordato preventivo in continuità è la scelta migliore per tutelare gli interessi di tutti: in primis i nostri pazienti, i dipendenti, i creditori e la società». In seguito al deposito della domanda di concordato preventivo in continuità, Dentix Italia entro un massimo di 120 giorni dovrà presentare un piano di ristrutturazione del debito e di rilancio, che consenta di riaprire le cliniche «con il primario obiettivo di completare i trattamenti odontoiatrici dovuti ai pazienti – spiegano – e, allo stesso tempo, trovare gli accordi nel miglior interesse di tutti».
Insomma, gli oltre duecento clienti di Ravenna dovranno attendere ancora qualche mese prima di sapere se riceveranno mai le cure per le quali hanno sborsato cifre che vanno di 5 fino ai 15mila euro.
Interventi per i quali al momento stanno continuando a pagare le rate dei finanziamenti, senza però aver ricevuto poche o addirittura nessuna cura.

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