RAVENNA.Secondo quanto rende noto la Cgil, “sono ormai 150 le persone che si sono rivolte alla Federconsumatori di Ravenna per chiedere tutela, in seguito all’improvvisa interruzione dell’attività della Dentix srl, nota società che gestiva numerosi studi di cure odontoiatriche”. In provincia erano due i punti della catena spagnola, uno in città e uno a Faenza e l’improvvisa chiusura aveva lasciato a piedi moltissimi clienti che in parte avevano già corrisposto i pagamenti.

“Dentix aveva ottenuto il pagamento anticipato di tutte le prestazioni, per mezzo di prestiti erogati ai clienti da società e banche convenzionate (Cofidis, Fiditalia, Deutsche Bank, Agos Ducato) – prosegue il sindacato -. Ciò nonostante oggi la Dentix, che ha avanzato richiesta di concordato preventivo “in bianco”, dichiara debiti per 67 milioni di euro. Il danno economico complessivamente subito dai nostri associati si può valutare in circa 500.000 euro. I ricorrenti stanno ancora pagando a rate i finanziamenti ricevuti, sebbene le cure siano state interrotte prima del completamento, lasciando i pazienti in precarie situazioni; per giunta, in alcuni casi, i lavori eseguiti erano inadeguati”.

Nei giorni scorsi sono state organizzate due assemblee, l’ultima si è tenuta lunedì sera a Ravenna all’Hotel Cube, a cui hanno preso parte una cinquantina di ricorrenti. “Dato che Dentix è ormai evidentemente inadempiente, sia sotto il profilo professionale che sotto quello economico, l’azione di tutela di Federconsumatori è rivolta a ottenere la revoca dei finanziamenti ricevuti dai pazienti, con interruzione del pagamento delle rate. A fronte di proposte di proseguire le cure in studi dentistici scelti dalle società che hanno erogato i finanziamenti, vogliamo ribadire che, se il paziente desidera proseguire le cure da un medico di fiducia, ha il diritto di rifiutare la proposta ribadendo la richiesta di restituzione delle somme pagate, o di interruzione del pagamento delle rate. Eventuali segnalazioni dei clienti, come “cattivi pagatori” al Crif, saranno oggetto di richiesta di danni. I nostri avvocati – conclude la nota – ritengono possibile, in caso di mancato raggiungimento di un accordo, avviare ricorsi all’Arbitro Bancario e Finanziario della Banca d’Italia, un mezzo di risoluzione delle vertenze alternativo al ricorso al Tribunale, assai più rapido e soprattutto economico”.

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