A dispetto del nome tedesco Denken Italia è una azienda romagnola che fa parte del gruppo Righi. «Siamo un’azienda hi-tech nella vallata del Savio», sintetizza Paolo Berti, responsabile operativo di Denken Italia, una delle aziende selezionate nell’ambito del progetto “Invest” promosso dal Governo degli Stati Uniti attraverso l’agenzia federale Usaid, United States Agency for International Development.

Denken Italia produce macchine automatiche e isole robotizzate per l’assemblaggio di componenti. Il loro è un lavoro sartoriale per rispondere alle esigenze dei clienti. «Facciamo un lavoro su misura, abbiamo clienti nel settore farmaceutico, elettromeccanico, più recentemente abbiamo cominciato a lavorare anche nel settore del food. Ad ogni nuovo lavoro accettiamo una nuova sfida: produciamo macchine che sanno manipolare dal metallo alle piantine appena nate».

Con l’arrivo del Covid, racconta Berti, «abbiamo pensato di coniugare la nostra capacità di lavorare con la robotica con le nuove necessità che stavano emergendo. Tra queste c’era il problema della gestione degli accessi ai luoghi pubblici. Ci siamo resi conto che i dispositivi in commercio chiedevano sempre all’utente una qualche interazione: toccare uno schermo, premere un pulsante. In questo modo, quello stesso dispositivo rischiava di essere parte del problema invece che soluzione». È qui che entra in gioco la capacità di Denken di cercare soluzioni innovative ai problemi che gli vengono sottoposti. «Abbiamo ideato un dispositivo con braccio robotico collaborativo che abbiamo integrato con un sistema di rilevazione della temperatura e di altri parametri vitali, tra cui ad esempio la saturazione, con la peculiarità che tutte queste informazioni vengono rilevate contactless. Integrato nel dispositivo c’è anche un sistema di riconoscimento in grado di rendersi conto se la persona non è dotata di mascherina». Nella versione “full optional” il dispositivo una volta recepita la mancanza attiva un braccio robotico per consegnare all’utente un kit con la mascherina dimenticata.

«Abbiamo cominciato a lavorarci all’inizio del primo lockdown – ricorda Berti -, quando l’Italia era il primo stato, dopo la Cina, a fare i conti con il virus. La fase di sviluppo e progettazione è stata impegnativa, abbiamo dovuto mettere insieme tutte le competenze necessarie, dall’ingegneria meccanica a quella elettronica, verso maggio abbiamo cominciato la parte produttiva e ora siamo nella fase di apertura verso il mercato». È in questa fase che va ad inserirsi il contributo della Roncucci&Partner e della sua consulenza.

La notizia della selezione è stata accolta con sorpresa alla Denken. «Abbiamo partecipato al percorso di selezione senza farci troppe illusioni, essere stati selezionati fa certamente piacere, immagino che sia anche perchè c’è stato un riconoscimento del valore del carattere innovativo della nostra soluzione e questa è una cosa che ci rende fieri, anche perché credo che questa sia una realtà del territorio che merita di essere conosciuta».

L’innovazione, sottolinea Berti, «nel nostro caso non è una parte dell’azienda, ma l’essenza della nostra impresa», ed anche grazie all’abitudine a cogliere sfide che se pensa al futuro lo fa con ottimismo: «Senza negare i problemi del presente, credo però che anche questa crisi riservi per il futuro delle sfide interessanti, penso ad esempio a quelle che deriveranno dal Recovery Fund».

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