Delitto di Ilenia a Faenza, ex marito e presunto killer dal gip

Claudio Nanni e Pierluigi Barbieri saranno scortati oggi in tribunale separatamente, in due orari distinti, per l’interrogatorio di garanzia davanti giudice per le indagini preliminari Corrado Schiaretti. Arrestati giovedì con l’accusa di essere rispettivamente mandante ed esecutore dell’omicidio di Ilenia Fabbri, assassinata il 6 febbraio a casa sua in via Corbara, l’ex marito 54enne della vittima e l’amico 53enne residente nel Reggiano hanno davanti a loro tre strade: rispondere alle domande del gip, rilasciare spontanee dichiarazioni o scegliere il silenzio.

Le parole del giudice

Il loro arresto, disposto su richiesta del procuratore capo Daniele Barberini e del pm Angela Scorza, poggia su pesanti indizi raccolti nel corso delle indagini condotte dalla Squadra Mobile, con la polizia Scientifica e lo Sco di Roma, in «un quadro cautelare gravissimo», scrive il gip, «ricco di elementi che attestano l’estrema pericolosità sociale di entrambi». Fra tutti, i precedenti a carico dei due.

Nanni aveva preso una pistola

La vittima aveva denunciato l’ex marito nel 2017 in seguito a un’aggressione perpetrata il 17 ottobre. Il procedimento per maltrattamenti era stato archiviato, ma per le lesioni (Nanni aveva aggredito la moglie alle spalle, afferrandola con forza da dietro il collo e facendole sbattere la testa nel muro, per otto giorni di prognosi) era stato condannato in via definitiva con decreto penale. In quell’occasione l’aveva anche minacciata di morte, dicendole che la casa era sua e che le avrebbe “staccato la testa dal collo” se non si fosse arresa nel contenzioso per il possesso dell’abitazione.

L’episodio gli era costato il ritiro della licenza di porto di fucile a uso sportivo. Eppure, durante i periodici controlli amministrativi in materia di armi, era emerso che già dall’anno precedente il 54enne aveva acquistato una pistola tenendone all’oscuro la moglie, e custodendola non in casa, bensì nell’officina di via Forlivese da lui gestita.

«Barbieri può uccidere ancora»

Ben più lungo il curriculum criminale di Barbieri, tanto che il gip afferma come il 53enne di origine cervese abbia «scelto la violenza come stile ordinario di vita». La recente condanna a 5 anni e 4 mesi per il pestaggio ai danni di un disabile a Predappio denota «la sua propensione per la commissione di crimini a pagamento».

A questo si somma la preoccupazione per l’incolumità della fidanzata di Arianna, figlia della vittima, che la mattina dell’omicidio ha visto il killer di spalle negli istanti iniziali dell’aggressione. Tutto ciò porta il giudice a valutare come concreto il «rischio di recidiva con riferimento alla vita dell’unica testimone oculare del delitto».

Tra i due uomini c’era più di una conoscenza legata alla comune passione per le moto. Le prove dei reciproci contatti (36 da quando il 53enne era uscito di prigione il 10 agosto scorso), le telecamere che li hanno filmati insieme a Faenza e un vocale inquietante mandato dall’ex coniuge della vittima (“Una volta che esco… dai… dopo si fan tutte le cose che bisogna fare, ok?”), rafforzano l’ipotesi di una premeditazione imbastita da tempo per assassinare Ilenia. In questo quadro, ancora le parole del giudice, «Nanni ha dimostrato la sua pericolosità (…) dimostrandosi insensibile alla prospettazione naturale nel suo piano che fosse proprio sua figlia a trovare (…) il cadavere di Ilenia». È quel che «lascia che succeda» mentre lui rimane in auto a piangere. Lacrime invece interpretate dalla figlia come dimostrazione della sua innocenza

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