Delitto di Faenza, tutti gli elementi del giallo fino alla svolta: l’ex marito arrestato / VIDEO – FOTOGALLERY

La svolta nel delitto di Ilenia Fabbri – con l’arresto dell’ex marito e di un conoscente, un reggiano ritenuto il killer -arriva dopo quasi un mese di indagini serratissime in cui voci e coincidenze si sono trasformate ini elementi di sospetto e fonti di prova. E’ l’alba del 6 febbraio quando il cadavere della 46enne viene ritrovato in un lago di sangue nella tavernetta dell’abitazione di via Corbara. A scoprirlo è la Polizia, allertata dalla figlia della vittima, Arianna, che era partita poco prima insieme al padre per accompagnarlo in Lombardia a ritirare un’auto usata.

L’allarme

A dare l’allarme è l’amica della ragazza, che aveva trascorso la notte da lei e che nel frattempo era rimasta nella villetta. Dopo aver sentito un forte trambusto e la vittima gridare “chi sei? cosa vuoi?” ha aperto la porta della camera per capire cosa stesse accadendo scorgendo una figura maschile scendere di corsa le scale. Un uomo che non aveva mai visto. Non poteva essere ovviamente l’ex marito di Ilenia, che si trovava in macchina con la figlia, ma non era neppure il nuovo compagno della donna con cui aveva intrapreso la relazione da un paio di anni. Era uno sconosciuto. La ragazza si chiude in stanza e avvisa la figlia la quale a sua volta allerta le forze dell’ordine per quello che all’apparenza sembra un furto. Nel frattempo anche altri vicini sentono grida e rumori e si preoccupano; uno di loro suona il campanello, ma non ottiene risposta.

Claudio Nanni e la figlia, già entrati in autostrada, invertono la marcia per fare ritorno a Faenza. E in quell’istante, ma lo si saprà solo in un secondo tempo, il 54enne si lascia andare alle prime due frasi che gettano ombre sulla sua posizione e che vengono registrate nel telefono su cui aveva scaricato un’app di registrazione delle chiamate: la prima è «oddio mi sento male», parole mormorate al telefono con la ragazza che ha dato l’allarme, la seconda, durante la stessa telefonata, è l’invito a «non uscire dalla stanza» rivoltole quando i rumori sembrano essere cessati.

Le indagini

Nel frattempo gli inquirenti blindano la villa teatro dell’omicidio, scattano i sopralluoghi che fanno emergere l’assenza di segni di effrazione, come se l’assassino fosse entrato con le chiavi, mentre gli uomini della Squadra mobile, coordinati dal procuratore capo Daniele Barberini e dal sostituto procuratore Angela Scorza, avviano le indagini. Il ristretto arco temporale tra il delitto e la scoperta del corpo consentono agli investigatori di circoscrivere il campo. Vengono sentiti fino a notte la figlia, l’amica di quest’ultima che ha dato l’allarme, l’ex marito della donna e il nuovo compagno della 46enne, mentre viene eseguita l’autopsia. Le testimonianze dei familiari ma anche di altre persone vicine alla vittima fanno emergere un clima di conflitto tra l’ex marito e la donna uccisa. Ed emerge il possibile movente: dopo la separazione Ilenia aveva avviato una causa per 500mila euro.

La telecamera

Prende così sempre più corpo la pista del delitto su commissione, mentre la descrizione del killer, «alto, piazzato, vestito di scuro» visto scendere le scale trova riscontri dalle riprese di una telecamera privata di un’abitazione vicina a quella dell’omicidio. Nanni viene indagato per omicidio pluriaggravato in concorso con il materiale esecutore del delitto, a cui gli investigatori cercano di dare un nome e un volto. Intanto l’amica della figlia viene posta sotto scorta, mentre al funerale di Ilenia le amiche lanciano un messaggio che sa già di condanna, indossando le scarpette rosse simbolo del femminicidio.

Le frasi

Spuntano anche altri particolari agghiaccianti, le frasi riportate da due donne vicine in momenti diversi al meccanico 54enne: la prima racconta di averlo sentito dire in un paio di occasioni uscendo da un incontro con gli avvocati per la separazione “prima o poi le mando qualcuno che può farle la festa”, la seconda riferisce che Nanni le aveva chiesto “conosci chi può farle del male?”.

La causa

Si arriva al 26 febbraio, giorno in cui era fissata l’udienza per la causa di lavoro tra gli ex coniugi, dopo che il tentativo di trovare un’intesa era naufragato: causa che ovviamente il giudice ha interrotto in seguito alla morte della donna.

Le chiavi

Nello stesso giorno emergono nuove presunte minacce dell’uomo fin dal 2018 tanto che Ilenia aveva confidato a una conoscente l’intenzione di voler fare testamento, mentre gli accertamenti effettuati nei negozi di ferramenta portano a scoprire che alcuni mesi fa Nanni aveva effettuato un duplicato di chiavi per serrature comuni, simili a quelle usate per aprire la tavernetta. Dettaglio che si riallaccia al furto subito da Ilenia Fabbri il 7 febbraio 2019. Già all’epoca la donna, parlando con gli inquirenti, espresse la sua preoccupazione per il fatto che l’ex marito avesse ancora le chiavi, nonostante la querela per maltrattamenti che aveva sporto nei suoi confronti. Agli inquirenti Nanni ha però sostenuto di averle perse dopo averle messe in un sacchetto.

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