Delitto di Faenza, lividi sul cadavere. Ilenia si è difesa

Il corpo e il volto di Ilenia portano i segni della disperazione. Un tentativo vano di resistere alla presa di un gigante che non ha faticato a sopraffarla. Ilenia Fabbri era minuta, ma ha lottato all’alba di sabato scorso. Lo dicono le tracce che dalla zona notte, in una delle camere da letto all’ultimo piano dell’abitazione, conducono alla cucina della tavernetta, dove è stata sgozzata. Non c’è solo il taglio nel collo, quello che da un primo esame autoptico affidato ai medici legali di Verona Franco Tagliaro e Federica Bartolotti è stato definito uno scannamento, cioè un taglio profondo che ha reciso vena e arteria. Ci sono anche due importanti ematomi, sulla spalla destra e sulla fronte. Potrebbero essere il “tatuaggio” di un guanto, forse da lavoro, o addirittura del tacco di una scarpa, come nel tentativo di tenere ferma a terra la donna per infliggere il colpo letale. Non è escluso dunque che la coltellata al collo sia stata sferrata quando la vittima era ormai al suolo, forse incosciente in seguito ad altri colpi subiti, invisibili al momento dell’ispezione cadaverica perché coperti dal sangue.

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