La foto di Ilenia sul luogo della sepoltura (foto mmph)

Una causa da mezzo milione di euro. Era questo l’importo al centro della battaglia legale che Ilenia Fabbri aveva avviato contro l’ex marito Claudio Nanni. Si sarebbe accontentata: aveva proposto di chiudere la faccenda a circa un quinto della cifra indicata nell’atto di citazione col quale aveva trascinato in tribunale il coniuge, scendendo a quei 100mila euro o poco più di cui si è parlato all’indomani del suo brutale assassino. Soldi in grado di cambiare la vita, ma anche di rovinarla, o spezzarla, come sembra suggerire l’iscrizione dell’ex consorte di 54 anni nel registro degli indagati; sull’ipotesi di un presunto movente economico, è ora ritratto come possibile mandante del misterioso killer che la mattina del 6 febbraio ha assalito e sgozzato la 46enne all’interno della sua abitazione di via Corbara.Fosse stata ancora viva, Ilenia si sarebbe trovata faccia a faccia con Nanni venerdì prossimo davanti al giudice del lavoro. Erano già stati chiamati a deporre alcuni testi, per sviscerare la questione degli anni passati alle dipendenze del marito, come collaboratrice familiare nell’autofficina di via Forlivese. Lamentava di non avere mai percepito alcuno stipendio, nonostante per aiutarlo e per seguire la famiglia avesse deciso di abbandonare il precedente impiego. Ecco allora la richiesta a carte bollate del valore di 500mila euro, avviata una volta avuta tra le mani la sentenza di separazione, depositata nel luglio dell’anno scorso.

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