«Uno dei miei predecessori, Vidmer Mercatali, disse che l’Anas sarebbe stata da bombardare. Io non arrivo a tanto, ma è una struttura che non funziona. Se dovessi descrivere i motivi per cui la penso così, mi farei denunciare. Certo è che 100 milioni di investimenti sul Ravennate sono bloccati per colpa loro».

Michele De Pascale va giù duro. Vicino a lui, sul palco della Festa dell’Unità di Cesena, ci sono vari sindaci del Cesenate, tra loro il primo cittadino locale Enzo Lattuca, poi l’assessore regionale a Turismo e Infrastrutture Andrea Corsini e la ministra Paola De Micheli. Si parla dell’occasione “storica” per la Romagna, che vede, come ha ricordato il consigliere regionale del Partito Democratico Massimo Bulbi, «sindaci con un comune sentire sul tema, un assessore romagnolo e una ministra sensibile nei confronti di questo territorio» per coprire un gap storico.

«Prendiamo noi le strade»

Quello sulle infrastrutture, appunto. E quando tocca al sindaco di Ravenna parlare, dopo aver focalizzato come priorità su cui investire parte del recovery fund «una linea ferroviaria Taranto-Trieste e la sistemazione di una vergogna italiana, la ss16 Rimini-Ravenna», De Pascale va a testa bassa contro Anas: «Non possiamo affidarci a loro per la gestione dei finanziamenti che arriveranno dall’Europa, ci farebbero fare la più grande figuraccia della storia repubblicana – attacca il primo cittadino e presidente della Provincia –. Ho una proposta: tutte le strade di pertinenza ravennate le prendiamo noi come Provincia, ci bastano anche solo l’80 per cento dei fondi che utilizzano loro. E vediamo fra cinque anni quanto asfalto abbiamo messo giù, rispetto a quanto fanno loro». E mentre sogna «la provincia di Ravenna come prima de-anassizzata d’Italia», punta il dito sui 100 milioni di investimenti bloccati dall’ente.

Speranze sul nuovo corso

Il sindaco al Corriere Romagna dichiara: «L’assessore Corsini mi assicura che il nuovo capo di dipartimento regionale è persona volonterosa, ma io non l’ho ancora incontrato. In ogni caso non ho pregiudizi personali, solo registro un dato incontrovertibile – specifica De Pascale –: in quattro anni questi soldi non si sono sbloccati, e ora quelli per il tratto fra Classe e Marina di Ravenna della Classicana sono a repentaglio per i ritardi di Anas stessa». Anche pubblicamente Corsini ribadisce la sua apertura di credito sul dirigente regionale di Anas, Aldo Castellari, pur ammettendo che «uno delle prime riunioni avute dopo la mia nomina è stato incontrare invece l’Ad di Anas, ed è stata una riunione surreale».

Ferrovie importanti

L’assessore poi sottolinea «l’importanza di un adeguamento stradale e ferroviario per quando il porto di Ravenna vedrà realizzato il progetto Hub» e mette in guardia: «La metropolitana Adriatica di superficie non si fa senza sottopassi, ma abbiamo 29 interiezioni sul tracciato Ravenna-Rimini. Ci sarà da discutere». Corsini infine rilancia oltre all’Emilia Bis «il progetto sulla Ravegnana», rispetto al quale entro il mese ci sarà un incontro con il sindaco di Forlì, quello di Ravenna e lo stesso assessore per arrivare entro settembre ad una scelta progettuale. Nelle sue conclusioni la ministra per le Infrastrutture, Paola De Micheli, non rifugge il tema Anas: «Dare loro la gestione delle strade provinciali è stata una firma che mi è pesata, ma era una disposizione dello scorso governo e se non si fosse proceduto avremmo bloccato la macchina burocratica». La componente dell’Esecutivo però apre con decisione su due fronti importanti per il Ravennate: «L’Adriatica è davvero una vergogna e bisogna mettervi mano subito, ancor prima che sull’Emilia secondo me». E poi la presa di posizione sulla «Romea ferroviaria, vera priorità nazionale».

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