“De genere” da oggi a Gambettola il festival ideato da Lelia Serra

La violenza, insidiosa bestia umana, diventa il focus del primo festival De genere che si innerva negli spazi culturali di Gambettola, da oggi a domenica 9 ottobre. Ideatrice e direttrice è l’attrice Lelia Serra, longianese di adozione, attiva in progetti di cultura e teatro, organizzativi, formativi, dal 2021 presidente dell’associazione Voce Amaranto. È questo un sodalizio che si occupa di violenza, specialmente contro le donne, collaborando pure con altre associazioni e istituzioni. De genere è il risultato di un lavoro di squadra, costruito attraverso incontri, laboratori, seminari, dialoghi fra persone di età e condizione diversa, progettato in rete con i 9 comuni dell’Unione Rubicone Mare e associazioni del territorio.

Contro la retorica della violenza

La novità sta in primis nel tipo di messaggio antiviolenza, che vuole essere preventivo e antiretorico, che ricerca le cause negli stereotipi diffusi con superficialità, attorno ai quali ciascuno può confrontarsi.

«Come teatrante – ammette Lelia Serra – ho smesso di seguire spettacoli sulla violenza perché tendono a ribadire quanto sappiamo già. Cerchiamo piuttosto laddove non abbiamo capito; perché, come ci dice Shakespeare in Amleto, “quando si rinuncia a comprendere ciò che non si capisce, lì comincia il male”».

Il titolo sceglie un “de” latino per catturare l’attenzione ma anche «per declinare il genere e gli stereotipi e dare peso all’aspetto della mentalità, dei gesti, di quelle abitudini che chiamiamo “tradizioni” ma che ci spingono in una direzione violenta. Credo che le associazioni debbano fortificare questo aspetto».

Affronta il tema violenza assecondando pure la sensibilità dei giovani, utilizzando i loro linguaggi, come è il rap.

Corti e dialetto rappato

Venerdì 7 al mattino per le scuole, laboratorio con l’illustratrice Marianna Balducci. Alle 16.30 al Centro Fellini si inaugura la mostra di pittura Cuori e spade degli Psicocromatici, outsider riminesi guidati dall’arteterapeuta Debora Branchi. Alle 17.45, alla Stazione degli Artisti, De genere si innesta con il festival Bosco urban art di Circuiti Dinamici, che guidano all’arte urbana. Alle 18.30 incontro con l’antropologa Michela Zucca su “Le donne e le erbe: antiche tradizioni e nuovi bisogni”.

Alle 21, teatro Comunale, sono protagonisti gli studenti del Progetto alternanza scuola-lavoro. Rise up! presenta 4 corti sulle tematiche del festival da loro realizzati, valutati da una giuria presieduta da Luca Nieri, critico e attivista.

Sabato 8 alle 9.15 alla Stazione Artisti si riflette sulle “Identità di genere” con i ragazzi delle medie. Alle 15 Nino Ballerino guida un laboratorio di danza hip hop. Alle 17 interessante confronto fra letteratura e rap con Beatrice Cristalli e il rapper Murubutu, al secolo “prof” Alessio Mariani, docente liceale di storia e filosofia. Alle 21 all’ex macello concerto del rapper ravennate Moder, alias Lanfranco Vicari.

Domenica 9 – dopo “All in games”, torneo sportivo senza barriere –, alle 15.30 Moder conduce “Fogli bianchi”, laboratorio rap. Alle 18 reading musicale con letture di Annalisa Teodorani, poetessa dialettale, di cui Moder rappa i versi.

Chiude alle 18.30 il concerto della cantautrice Crista “Vivo come mi pare”.

Sempre al Fellini alle 15.45 riflessione a tre con il filosofo femminista Lorenzo Gasparrini, la ricercatrice Giorgia Serughetti, l’antropologa Michela Zucca sul De genere in “Che fare?”.

Eventi gratuiti aperti a tutti

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