Daspo fino a 6 anni in arrivo e gli ultras del Ravenna Calcio dicono basta

Daspo in arrivo e niente stadio per i circa venti ultras del Ravenna che il 7 novembre scorso hanno preso parte ai violenti scontri avvenuti fuori dal Benelli con la tifoseria del Prato.

Quel giorno mancavano due ore circa alla partita del campionato di serie D, quando una quarantina circa di ultras delle due fazioni si erano incontrati nei pressi di via Cassino, ingaggiando una durissima rissa ripresa dalle videocamere di sorveglianza presenti in zona. Per giorni gli uomini della Digos hanno guardato e riguardato quei filmati, associando uno per uno i volti dei partecipanti ai rispettivi nomi. L’indagine si è ben presto arricchita di una quarantina di nomi – equamente divisi tra tifosi del Ravenna e del Prato – e ora, in attesa che partano le denunce dalla Procura della Repubblica, la sezione anticrimine della polizia di Stato ha notificato la bellezza di una ventina di Daspo, tutti firmati dal questore, ad altrettanti ultras del Ravenna. Si tratta di sanzioni pesanti che, qualora dovessero essere convalidate, impedirebbero ai tifosi destinatari del provvedimento di accedere a manifestazioni sportive per un periodo di tempo che va da uno a cinque anni. Per alcuni indagati la richiesta è addirittura di sei anni con obbligo di firma nei giorni delle partite.

Questo nuovo provvedimento, unito a quello emesso a settembre dell’anno scorso per via degli scontri avvenuti con i tifosi della Triestina il 23 febbraio del 2020, di fatto ha azzerato la curva che dal 1994 sosteneva in campo i giallorossi. È proprio per questo che martedì sera, dopo aver ricevuto il nuovo provvedimento, gli “Ultras Ravenna 1994” si erano dati appuntamento urgente al Classensis, loro storico luogo di ritrovo, da cui ne sono usciti con la decisione, poi resa ufficiale, di sciogliere definitivamente il gruppo, «a seguito – hanno scritto – delle numerose diffide ricevute negli ultimi due anni». Le loro parole hanno scelto di affidarle a Facebook e per il momento nessun componente ha voluto rilasciare altre dichiarazioni.

L’istanza

Ai provvedimenti notificati martedì, ieri mattina hanno fatto seguito una serie di istanze presentate dai legali degli ultras – tra cui vi sono l’avvocato di Udine, Giovanni Adami, che da anni tutela le tifoserie di mezza italia, e l’avvocato di Ravenna Filippo Bianchini – tese a chiedere l’annullamento in particolare dei provvedimenti di obbligo di firma.

Nel frattempo, vanno avanti le indagini sugli scontri, che a questo punto porteranno inevitabilmente a una serie di denunce. Nonostante non ci fossero stati segnali preoccupanti alla vigilia che lasciassero presagire scontri, quel giorno il passaggio di un autobus con tifosi toscani a bordo davanti alla Curva Mero – per un errore banale dell’autista – aveva innescato la tensione sfociata poi in tafferugli. Solo l’intervento delle forze dell’ordine era riuscito a riportare la calma.

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