È uscito “Senza sole”, il primo singolo ufficiale firmato Darma che anticipa l’uscita per Brutture Moderne del suo album d’esordio “Vertigine”, prevista per  l’8 aprile. Silvia Vasini, in arte Darma, cantautrice bolognese cresciuta in Romagna,  canta su un mix sonoro moderno che attinge anche dal recente passato e definisce la sua musica “pop romantico”. Il brano è arrangiato da Francesco Giampaoli, complice e produttore artistico del disco. Ne abbiamo parlato con l’artista.

Darma, come nasce “Senza sole?

«Negli ultimi tempi ho avuto moltissima paura di non riuscire a gestire le mie emozioni, sono sempre stata alla ricerca di un equilibrio tra il cuore e la mente, tra la passione e la razionalità e quindi ho sentito l’esigenza di mostrarmi per come sono e scrivere una canzone che parlasse delle mie paure e fragilità. Nel ritornello dico “prendimi come sono” ed è un invito a me stessa, alla parte di me più razionale ad accettare anche l’altra me, quella più istintiva e passionale».

Ci spiega il titolo?

«È una bella domanda, in realtà quando l’ho composta volevo creare un’immagine per chi avrebbe ascoltato questa canzone: il sole è qualcosa che scalda, che brucia e “senza sole” rende l’idea della mancanza di qualcosa che ti toglie vita».

Cosa vuol dire vivere senza sole?

«È un discorso per me molto profondo, il sole rappresenta la vita quindi vivere senza sole è per me una visione apocalittica che toglie proprio il fiato. Se il sole ci abbandona siamo perduti, ma è un pezzo giocoso, positivo, non è un pezzo triste insomma».

Il sole cosa rappresenta?

«Sono una grande fan del sole; a 18 anni finito il Liceo, prima dell’università, ho deciso di viaggiare e mi sono mantenuta per un paio d’anni lavorando all’estero nel settore turistico. Ho vissuto per 6 mesi in Egitto poi altrettanti mesi nel sud della Spagna e ogni volta che tornavo non vedevo l’ora di scappare di nuovo. Il sole rappresentava la ricerca di una vita migliore, ma anche di un’altra me, purtroppo o per fortuna sono sempre stata alla ricerca della bellezza della vita e quindi il sole era la mia fonte di nutrimento perché mi faceva stare bene».

Il nuovo album è “Vertigine”, prossimo all’uscita: dà titoli piuttosto insoliti. Perchè?

«”Vertigine” per me è un disco che racchiude tante storie, è la mia scatola della memoria, ogni canzone ha una sua unicità quindi ogni titolo doveva essere originale, non scontato insomma».

Il suo nome d’arte è Darma: quale significato ha per lei?

«La casa in cui attualmente vivo era l’albergo di mia nonna negli anni ’60 e si chiamava proprio Hotel Darma. Io sono molto legata ai miei avi, al mio passato, mi commuovo sempre ogni volta che guardo le vecchie foto di famiglia, poi mio nonno suonava la chitarra e se ho registrato questo disco è grazie a lui che, anche se non c’è più, mi fa sentire il suo sostegno. Darma non è altro che il mio legame con le mie origini e con le persone che, anche se non ci sono più, fisicamente so che sono sempre con me energeticamente».

La sua musica cosa rappresenta?

«Io sono una persona molto ottimista, la mia musica mi somiglia, le canzoni che ho scritto parlano di positività, di autenticità. “Le mie canzoni” che è poi il titolo di un pezzo racchiuso nel disco “sono piene di perché” come dice appunto il testo: io sono molto fatalista, credo molto ai segnali del destino, e credo che l’Universo sappia già qual è la cosa giusta per noi. In questo momento di crisi globale dove ci sentiamo tutti impotenti, se non abbiamo fiducia nell’Universo non c’è speranza di uscirne. Se siamo spronati a fare meglio non possiamo che uscirne arricchiti. Vorrei che canticchiando le mie canzoni le persone si sentissero più positive, niente di più».

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