“Dante esule” al Darsenale di Ravenna

Nell’anno delle celebrazioni del VII centenario della morte di Dante Alighieri, si chiude il cerchio di una esperienza protrattasi per 7 edizioni, con una mostra che affianca, ad una significativa collezione delle immagini delle edizioni passate, un nuovo ed ultimativo tassello ispirato all’epoca del grande esilio collettivo imposto dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Sarà inaugurata sabato 22 marzo (ore 17.30) alla Darsena di città la mostra “Il lungo viaggio, l’essilio che m’è dato onor mi tegno», una installazione fotografica che sarà visibile al Darsenale, firmata del fotoreporter Giampiero Corelli.

Il progetto sarà presentato nel corso del pomeriggio di sabato con un evento che si articolerà in alcuni momenti musicali con il dj set degli artisti HollySpleef (Paradiso), Mitch B (Purgatorio) e Ada Rey (Inferno) e un intervento del gruppo di danza contemporanea e teatrodanza Di Terra e di Tulle a cura di Marinella Freschi, con Camilla Camurani, Francesca Cavina, Patrizia Ciafardini, Matilde Liguori, Anna Muccinelli, Margherita Pozzi, Elisa Stivari, Lucrezia Zaccherini. Sarà inoltre proiettato il video, realizzato dal filmaker Massimo Salvucci, “L’essilio che m’è dato onor mi tegno”.

Il viaggio fotografico di quest’anno di “Dante Esule” è partito da un movimento all’indietro: un ritorno nei luoghi danteschi già attraversati in passato, nelle piazze delle città di Ravenna, Firenze, Verona, Mantova e Trento, intorno alle sagome dei monumenti al Sommo Poeta, ritrovate questa volta solitarie e silenti, immerse nei “vuoti” della pandemia.

Si conclude così un affresco composito, che ha «fatto “precipitare” l’eredità dantesca nella realtà del nostro tempo: negli esuli di oggi e nel nostro essere esuli comunque, nel grande e misterioso viaggio della vita» annota Domenico De Martino, direttore artistico di “Dante 2021”, nel proprio contributo al prezioso cofanetto edito per l’occasione e che raccoglie anche i più significativi testi ed alcune riproduzioni fotografiche delle passate edizioni di Dante Esule – Percorso contemporaneo.

Attraverso una singolare lettura della Commedia, “Dante Esule – Percorso contemporaneo” ha intessuto nel corso delle sue 7 edizioni tessere che hanno raccontato i volti dei migranti, ma anche il “laboratorio” di Riace. È passato attraverso una “versione” ecologica del concetto di esilio, quindi ha rivolto l’attenzione al tragico tema dei femminicidi, e poi agli “esuli” per scelta andati a scovare nei territori danteschi della Romagna, infine a quella forma particolare di ritiro sociale degli adolescenti di oggi, gli Hikikomori. È stato anche un viaggio fisico, un attraversare luoghi e geografie diverse.

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