Dante a San Domenico, in 40mila a Forlì

«Abbiamo fatto i conti con l’impossibile, per una mostra che ha avuto un approccio “totale” al tema dantesco: una grande mostra, e in un periodo di guerra!».

Gianfranco Brunelli, coordinatore per la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì delle grandi mostre dei Musei San Domenico di Forlì, racconta con orgoglio i risultati ottenuti dopo che Forlì si è appena congedata da “Dante. La visione nell’arte”.

«Abbiamo potuto aprire solo per 70 giorni, ma con 40.000 presenze! Del resto, come hanno espresso illustri ospiti, questa non è stata un’esposizione su Dante, ma dantesca, visto che la modalità narrativa seguita è stata, di fatto, un rispecchiamento dell’opera e del pensiero del grande poeta».

Un filmato per le scuole

Realizzata in collaborazione con la Galleria degli Uffizi, la mostra ha portato a Forlì circa 300 opere, ammirate in media da 560 visitatori al giorno con presenze anche dall’estero e un 30% circa di pubblico da fuori regione. E tutto questo, nonostante i Dpcm abbiano escluso fruitori come le scuole. «E proprio per questo abbiamo preparato un filmato che da settembre verrà messo a disposizione di studenti e docenti. Vi verrà raccontato un percorso virtuale che toccherà i punti nevralgici della mostra, con approfondimenti e commenti di livello».

Un catalogo di grande pregio

Grande anche la soddisfazione di Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi. «Questa mostra, ma più in generale le mostre del San Domenico, hanno fatto in modo che Forlì diventasse un luogo sulla mappa dei grandi eventi culturali europei. Il pubblico e la critica ora guardano alle mostre forlivesi come a dei punti di riferimento. E il catalogo “Dante. La visione nell’arte” si presta benissimo a fare da libro di testo anche a livello universitario per i contenuti innovativi e scientifici. La mostra di Forlì è una pietra miliare infatti nello studio sulla ricezione di Dante da parte degli artisti fino a tutto il ’900».

Un modo per conoscere la città

Non bisogna poi dimenticare il fatto che, proprio grazie alle mostre, e a questa mostra, Forlì sia stata conosciuta anche da chi altrimenti forse non avrebbe avuto occasione di frequentarla, un tema “caldo” per il sindaco Gian Luca Zattini. «Sono ben 20.000 coloro che grazie a Dante sono stati a Forlì per la prima volta – afferma infatti –, con un vero record di giovani, provocato dai social e dal passaparola. È un ottimo risultato per Forlì, e un segnale dell’importanza della collaborazione fra Fondazione, Comune e Uffizi. Il Comune dal canto suo sta lavorando per dare alle mostre del San Domenico un contesto all’altezza: per esempio con il completamento del quarto stralcio dei lavori al museo, il recupero del viale della stazione e dei Giardini della Resistenza, fra i più antichi d’Italia, proprio perché Forlì abbia vari punti di interesse che possono affiancare le grandi mostre del San Domenico».

E per il futuro?

E se l’apprezzamento per questa esposizione è stato generale, lo sguardo di Brunelli e di Zattini è già rivolto al futuro, ancora misterioso. Unica anticipazione, il fatto che si parlerà di un grande personaggio femminile, la cui storia ha attraversato i secoli e i linguaggi artistici.

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