Dante 700, questa sera il concerto di Muti

Come sempre, la musica è chiamata a suggellare i momenti più importanti: così, la straordinaria giornata di oggi dedicata al compimento ufficiale del 700° anniversario della morte di Dante non poteva che culminare e concludersi con un grande concerto. E l’aggettivo “grande” non può certo dirsi eccessivo, sia per la scelta delle musiche in programma, sia, soprattutto, per gli interpreti cui sono affidate. Sul palco allestito per l’occasione ai Giardini Pubblici, per sfondo la Loggetta Lombardesca, alle 20.30 salirà, infatti, Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini ai cui musicisti si uniscono alcuni elementi dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Dall’istituzione del capoluogo toscano proviene anche il Coro, in un simbolico abbraccio tra la città natale e quella di approdo del Poeta.

Ma veniamo al programma, tutto dantesco. Ad aprire la serata, una pagina che esplicitamente mette in scena i versi del Poeta: si tratta delle Laudi alla Vergine Maria, che Giuseppe Verdi compone attorno al 1890 mettendo in musica le sette terzine che aprono l’ultimo canto del Paradiso, ovvero l’invocazione da parte di San Bernardo di Chiaravalle alla Vergine perché conceda al poeta un privilegio che mai a nessun mortale è stato concesso, poter fissare lo sguardo nella mente di Dio. Una preghiera affidata a sole voci femminili e che costituisce la pagina meno teatrale dei Quattro Pezzi Sacri, la raccolta in cui confluirà nel 1898, improntata com’è a una costruzione di disarmante semplicità e raccolta nell’espressività di una meditazione intima e solitaria.

Inferno, Purgatorio e Paradiso

Di ispirazione dantesca è poi senza dubbio anche Purgatorio, brano che rientra nel trittico commissionato da Ravenna festival, proprio per le celebrazioni dantesche, insieme a Inferno di Sollima e, ispirata al Paradiso, O luce etterna di Silvestrov. In questa occasione Muti dirige in prima esecuzione italiana l’opera del compositore armeno – presente al concerto – che già ha interpretato a Erevan poche settimane fa per il progetto delle Vie dell’amicizia del festival stesso. Un dittico per baritono, coro, orchestra d’archi e percussioni dalla scrittura limpida e delicata che si dipana su alcuni versi della seconda Cantica e che vede in veste di solisti il baritono Gurgen Baveyan, anch’egli armeno, e il violoncellista Giovanni Sollima.

Liszt in conclusione

Infine, la conclusione del concerto spetta alla Dante-Symphonie di Franz Liszt, sinfonia corale a cui il compositore ungherese lavora durante un lungo periodo, dai primi anni Quaranta al 1857, e che è solo una delle opere che egli dedica all’amato poeta italiano, di cui certamente aveva letto integralmente tutta la Commedia. Che qui attraversa in due poderosi e imprevedibili movimenti – il cupo e lampeggiante Inferno e il meditativo Purgatorio – che sfociano nella trasfigurazione vocale di un etereo Magnificat.

Forlì

Anche Forlì ricorda Dante oggi alle 16.30 e alle 21 nell’abbazia di San Mercuriale, verrà eseguito lo Stabat Mater di Pergolesi con Sara Rossini, soprano e Daniela Pini, mezzosoprano, insieme alla Young Musicians European Orchestra, diretti da Paolo Olmi. In apertura si terrà la lettura del XXXIII Canto del paradiso da parte del poeta Davide Rondoni. Biglietti a 20 euro: www.vivaticket.com.

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