Dante 21 + 1: l’Alighieri “torna” a settembre a Ravenna

Dante 2021+1, già dal titolo, racconta delle celebrazioni per il 7° centenario dantesco prolungate di un anno, del desiderio forte di portare avanti l’omaggio al lascito dantesco e un traguardo raggiunto che è un trampolino di lancio per nuove e sempre ricche celebrazioni.

Il festival dedicato a Dante, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna in collaborazione con l’Accademia della Crusca, giunge alla sua 11ª edizione e, sebbene abbia raggiunto l’obiettivo del centenario dantesco, non accenna a retrocedere dai propri impegni.

«Il nostro festival non finisce con questa edizione – ha sottolineato il presidente della Fondazione Giuseppe Alfieri – ma continuerà come momento culturale dedicato alla figura di Dante».

Un festival che, nelle parole del sindaco Michele De Pascale, «ha avuto il merito storico indiscutibile di lanciare per primo l’impegno per il 7° centenario dantesco» e che non dà segno di volersi esaurire con la chiusura delle celebrazioni.

Dal 14 al 17 settembre, negli antichi chiostri francescani, a pochi metri dalla tomba di Dante, è in programma una ricca rassegna di incontri, spettacoli e concerti, accomunati dalla citazione dal terzo canto del Purgatorio: «Per quella pace / ch’i’ credo che per voi tutti s’aspetti». Un auspicio e un monito, che oltre a mettere in luce la sempre toccante attualità del pensiero dantesco, porta con sé un drammatico riferimento all’attualità.

Il festival si apre mercoledì 14 settembre, alla presenza del presidente Alfieri, della presidente onoraria dell’Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio e del direttore di Dante 2021Domenico De Martino. A seguire, Carlo Ossola, presidente del Comitato per le celebrazioni dantesche, incontra Alberto Manguel, uno dei “lettori” di Borges che hanno sostenuto lo scrittore argentino negli anni della cecità. Alle 21 il comico Vittorio Pettinato presenta “Dantemporaneo”, con i sassofoni e la voce di Isabella Fabbri, grazie alla collaborazione con l’Associazione Angelo Mariani.

Giovedì 15, dalle 17, Roberto Rea, docente di Filologia della letteratura italiana, presenta – con la complicità delle letture di Vincenzo De Angelis – l’amico e rivale di Dante, Guido Cavalcanti. Alle 21 Virginio Gazzolo propone “Dulcissimum hydromellum”, dedicato al De vulgari eloquentia. Venerdì 16 è in calendario il dialogo tra Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’Economia, e Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Ravenna: sarà «uno stile di ragionamento qualificato – ha sottolineato Patuelli – memore, e al di fuori di qualsiasi riferimento di tipo elettorale». «Il ragionamento che stiamo portando avanti da anni – ha continuato – non riguarda solo le radici dell’Italia, ma anche le prospettive dell’Italia europea».

In serata, nella basilica di San Francesco, Mimmo Paladino presenta – con la regia visiva di Cesare Accetta e il violoncello di Francesco Dillon – il progetto per il nuovo portale della chiesa, realizzato simbolicamente in terracotta prodotta mescolando terre di Firenze e di Ravenna. Sabato 17 Patrizia Zappa Mulas porta in scena la prima opera teatrale di Marguerite Yourcenar, “Dialogo nella palude”, ispirato ai versi su Pia de’ Tolomei. Infine, alle 21, i premi “Parole e musica” e “Dante-Ravenna” saranno consegnati alla cantautrice fiorentina Irene Grandi e a Giorgio Inglese, autore della nuova edizione nazionale della Commedia a cura della Società Dantesca Italiana.

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