Dalla Resistenza al calcio: ecco perché Cervia ha intitolato il suo stadio a Germano Todoli

«Intitoliamo a Germano Todoli una parte di questa città che lo ha visto protagonista dall’inizio alla fine della sua vita. Lo stadio comunale che, tra l’altro, si trova immerso nella secolare pineta che ha rappresentato l’altro grande amore di Todoli. Germano ha vissuto molte ore della sua vita dentro queste mura ma in un rapporto sempre costante con l’esterno, con gli operatori economici, con i ragazzi anche i più giovani, con tutta la realtà circostante. Una partecipazione sempre molto attiva che gli permetteva di ricoprire molti ruoli, da quello del tifoso accanito al presidente tuttofare. L’intitolazione dello Stadio dei Pini a Germano Todoli l’abbiamo voluta collocare nell’ambito delle celebrazioni “Maggio in Fiore”, un’iniziativa prestigiosa, unica allora nel suo genere, un’intuizione geniale (nata nel 1972, ndr) che dobbiamo al periodo più luminoso di Germano».

Con queste parole, il 17 febbraio 1992, il sindaco di Cervia, Massimo Medri, celebrò Germano Todoli a cinque anni della scomparsa, in occasione dell’intitolazione dello stadio cittadino di Milano Marittima costruito nel 1939.

Nato a Forlì nel 1915

Forlivese di nascita (classe 1915) in tenera età si era trasferito con la famiglia a Cervia dove ha continuato a vivere instaurando un legame indissolubile con la città, animato da una grande passione per la politica e per lo sport. Todoli militò nel Partito comunista italiano a partire dalla fine della seconda guerra mondiale nel corso della quale era stato deportato in un lager per essersi rifiutato di collaborare con l’esercito di occupazione tedesco e la Repubblica di Salò. Per il suo impegno durante la Resistenza ottenne il “Distintivo d’onore per i Patrioti volontari della libertà”. Ricoprì in seguito incarichi nel movimento cooperativo, nella pubblica amministrazione (consigliere comunale e assessore al Turismo e al Verde pubblico) e nell’Azienda di soggiorno come presidente, diventando un punto di riferimento per il settore imprenditoriale e le associazioni di categoria, dalla Cooperativa bagnini all’Associazione albergatori. Anche grazie alla sua incessante attività promozionale, Cervia iniziò ad essere conosciuta e frequentata da personaggi celebri del mondo dello sport (come il presidente dell’Inter Angelo Moratti, il dirigente sportivo Italo Allodi, il Ct azzurro Edmondo Fabbri) e del giornalismo.

Il “ratto dei delfini” a Cesenatico

E il propositivo di fare parlare di Cervia fu, probabilmente, all’origine del cosiddetto “ratto dei delfini” nei primi anni ’60 quando Todoli, a capo di un gruppo di amici, mosse verso la “rivale” Cesenatico dove nella Vena Mazzarini un’esemplare femmina di delfino, soprannominata “Lalla”, era diventata una grande attrazione turistica. Con il favore della notte i cervesi “rapirono” il povero mammifero e lo caricarono su un camion per portarlo a Cervia. Campanilismo “turistico” o semplice goliardata, purtroppo quel maldestro episodio costò la vita a Lalla.

Una rivalità con Cesenatico c’era anche in campo calcistico che, già prima della guerra, vide lo stesso Todoli cimentarsi come portiere nel Castiglione e nel Cervia. A metà degli anni ’50 divenne dirigente del Cervia all’epoca presieduto da Boesio Casanova. Pochi anni dopo Todoli gli successe alla guida della società che arrivò a militare in serie D e che guidò per una trentina d’anni. Todoli morì il 24 luglio 1987. A 20 anni dalla scomparsa (2007) una quercia è stata piantata all’ingresso della pineta nei pressi dello stadio che porta il suo nome. «L’albero che oggi piantiamo – pronunciò quel giorno il sindaco Roberto Zoffoli – è il simbolo dell’energia e della forza vitale che Germano ha sempre dedicato a Cervia. La qualità della nostra vita, il verde, i fiori, i giardini, le pinete e la ricchezza associativa nel mondo dello sport sono i frutti di un impegno a cui Germano mai è venuto a meno».

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