Dalla Regione oltre 25 milioni per abbattere le rette dei nidi

 La Regione mette in campo altri 25,5 milioni di euro per abbattere o azzerare del tutto le rette dei nidi oltre che per migliorare il servizio. Con un primo provvedimento la giunta ha completato lo stanziamento di 18 milioni e 250.000 euro per contenere le rette d’iscrizione ai nidi. Con un secondo, da sette milioni e 250.000 euro, anch’essi ripartiti tra Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, si consolidano le strutture educative pubbliche e private convenzionate con i Comuni, migliorandone la “qualità attraverso il sostegno ai coordinamenti pedagogici territoriali e la formazione continua degli operatori”.

La riduzione delle rette, precisa la Regione, interesserà i nuclei familiari con un Isee massimo di 26.000 euro, il cui risparmio annuo per ogni bambino iscritto sarà più consistente nel caso di un bambino con disabilità o residente in un Comune montano. Saranno gli stessi Comuni o Unioni stabilire come articolare concretamente l’abbattimento o l’azzeramento delle rette.

I contributi alle province

Sulla base dei bambini iscritti nell’anno educativo 2019-20, all’area metropolitana di Bologna vanno 5,1 milioni di euro, a i Modena 2,9 milioni, alla provincia di Reggio Emilia 2,4 milioni, alla provincia di Parma 1,8 milioni, a Ravenna 1,6, a Forlì-Cesena 1,3, a Ferrara 1,2, a Rimini 877.538 euro e alla provincia di Piacenza 747.536 euro. “I servizi di qualità rivolti ai bambini più piccoli costituiscono un supporto fondamentale per rendere più solidi i loro percorsi educativi e per contrastare le disuguaglianze all’origine e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, in particolare delle donne su cui grava sproporzionatamente il lavoro di cura”, sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein. L’Emilia-Romagna, sottolinea Schlein, “ha da sempre nei nidi d’infanzia un punto di forza del suo welfare, ma è giusto fare ancora meglio e ancora di più per rafforzare e qualificare strutture che forniscono ai più piccoli, esperienze educative, di socialità, formazione e gioco che rappresentano aspetti essenziali della loro crescita”. Viene confermato dunque il progetto ‘Al nido con la Regione’, chiude la vicepresidente, “che anno dopo anno ha permesso di dare un sostegno concreto a tante famiglie e destiniamo ulteriori risorse per la qualificazione dei servizi”. 

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