Dalla Cina a Rimini: “Il lavoro? Non siamo più quelli delle 12 ore al giorno, seguiamo i ritmi italiani”

«Macché 12 ore di lavoro al giorno, sette giorni su sette. Abbassiamo la saracinesca in sincrono con gli italiani». Sfata più di una leggenda metropolitana sulla comunità cinese a cui appartiene il 57enne, Zhou ZhongXing, detto “Angelo” che, sbarcato in Italia nel 1987, è referente della Cultura cinese nell’ambito dell’Amicizia Cina-Italia. Dati alla mano, al 1° gennaio 2022 la popolazione di origine cinese residente nella provincia ammontava a 2195 persone, di cui 1328 solo a Rimini, su un totale di 39.905 stranieri.

Quanto a Zhou procede a smontare altri pregiudizi: «I nostri figli non devono seguire le orme dei genitori, studiano assieme ai bambini italiani e possono fare quel che desiderano. Ognuno deve seguire la propria vocazione».

Quanto ai commercianti che dopo lo scoglio della pandemia «hanno mantenuto in salute le attività commerciali, sono lieti di tornare a casa dalla famiglia, secondo orari all’italiana». Niente turni a oltranza dunque, ma in compenso «sostegno anche economico dai parenti quando si tratta di aprire un negozio».

L’incontro fra due mondi

Rilancia la Comunità di Montetauro: «La comunità cattolica cinese, che comprende circa 70 persone, opera in sinergia con la nostra cooperativa sociale fondata nel 2003, in primis per favorire la socializzazione e l’inserimento dei minori nel tessuto sociale, offrendo doposcuola e insegnamento della lingua italiana nei locali della chiesa di San Nicolò a Rimini». Servizi dedicati a una quarantina di giovanissimi dai 6 ai 16 anni, precisano, dove oltre ai volontari sono in prima linea «anche un sacerdote cinese e un mediatore culturale della stessa origine». Al netto dell’impegno non mancano tuttavia i momenti ricreativi. A riunire circa 300 persone lo scorso 21 gennaio è bastata l’occasione del Capodanno cinese, festeggiato alla presenza del sindaco, Jamil Sadegholvaad, nella cornice del Teatro Tarkovsky. I festeggiamenti sono culminati in uno spettacolo con artisti del paese del dragone e strumenti tradizionali, seguiti da una cena, tra cui erano protagonisti indiscussi i beneaguranti ravioli. Mangiare il pesce alla vigilia e a Capodanno significa invece avere del surplus accumulando più beni. Come spiega la mediatrice culturale, Michela Tamburini: «Molti bambini cinesi nascono a Rimini, ma vengono allevati dai nonni in Cina, per poi rientrare in Italia al momento dell’iscrizione alla scuola primaria. Un trasferimento foriero a volte di difficoltà». Sul Capodanno cinese, Tamburini segnala che segue il calendario lunare che fa partire l’inizio del nuovo anno in lieve ritardo rispetto al 1° gennaio. Quanto all’annata fresca di celebrazione sarà sotto il segno del coniglio: lo zodiaco cinese infatti è composto da 12 animali che si susseguono in maniera simbolica in un sistema dalla durata di sessant’anni. Dopo l’anno della tigre dunque sarà la volta del coniglio un animale tanto paziente e tranquillo quanto abbastanza fragile. Ai posteri l’ardua sentenza dopo un biennio quantomeno complicato.

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