Dal teatro nascono i “Radiodrammi di Romagna”

Ecco i “Radiodrammi di Romagna”, un progetto nato con l’obiettivo di creare un archivio sonoro del teatro in dialetto dell’Emilia-Romagna, dei suoi autori, delle sue voci e dei suoi molteplici dialetti.

Il progetto è stato ideato da Città Teatro, compagnia teatrale riccionese con sede operativa a San Clemente, da anni impegnata nella produzione e valorizzazione degli autori e del dialetto, ed è stato prodotto con il contributo della Regione Emilia-Romagna e con collaborazioni private. L’iniziativa ideata da Francesca Airaudo e Giorgia Penzo con la cura generale di Davide Schinaia e la comunicazione di Giulia Airaudo, ha coinvolto, per la realizzazione del primo volume, tanti artisti (Mirco Gennari, Francesco Tonti, Marco Mantovani, Gianluca Reggiani, Elisa Angelini, Gioele Sindona, Tiziano Paganelli e le voci dei giovani Federico Rastelli, Caterina Gerboni, Ginevra Costigliola, Sofia Ferroni, Marika Snidero, Sofia Spagnuolo) che hanno con entusiasmo accolto l’invito a registrare in versione “radiofonica” opere in dialetto già portate al successo in teatro sotto forma di messa in scena o di reading.

«Un approccio alle parole e ai suoni del dialetto dunque non solo come tesoro linguistico di un passato da custodire ma come accadimenti del contemporaneo» dalle parole del comitato scientifico composto da Fabio Bruschi, Giuseppe Bellosi e Davide Pioggia.

Com’è nata l’idea?

«Radiodrammi di Romagna nasce con un triplice obiettivo – spiegano Francesca Airaudo e Giorgia Penzo –: creare un archivio sonoro dell’esistente, ma anche stimolare attori e autori ad arricchire il repertorio. Contestualmente si vuole dare, grazie alla digitalizzazione, nuova vita e maggiore divulgazione a opere che potrebbero risentire di poca divulgazione, specie oltre i confini regionali. Da anni siamo attenti a valorizzare il dialetto romagnolo ma il nostro obiettivo è quello di dare spazio con il tempo anche ad altri dialetti».

Che tempi di realizzazione ha avuto?

«La realizzazione del progetto ha richiesto diversi mesi (da dicembre 2021 a marzo 2022) fra progettazione, studi di fattibilità, pre-produzione ed esecuzione delle registrazioni a cura degli artisti – continua Città Teatro –. Le registrazioni del primo volume sono state effettuate da marzo ad aprile al teatro Giustiniano Villa di San Clemente, luogo funzionale e simbolico (è intitolato al poeta-ciabattino della Valconca). I primi sei podcast completamente editati e incisi in originale sono “Toni” di Cesare Zavattini; “Detector”, “La custode” e “Iper” di Francesco Gabellini; “Pinocchio in dialet” da “Pinocchio riminese” di Amos Piccini (Guaraldi editore) e “Stal mami realoaded” da Liliano Faenza. Sono in programma le registrazioni del secondo volume con altri sei titoli».

Com’è stato trasformare i vostri spettacoli in podcast?

«Siamo partiti dal nostro repertorio per familiarizzare con il mezzo. Tenendo presente che l’ascolto di una traccia sonora è un’esperienza sostanzialmente diversa dall’ascolto dal vivo, sono stati costruiti degli ambienti sonori ad hoc, creando anche musiche originali – spiega Davide Schinaia –. Per la divulgazione è stata scelta la piattaforma Spreaker, che permette la distribuzione in contemporanea su varie piattaforme di streaming quali Spotify, Apple Podcast, Google Podcast, Amazon Music/Audible, Deezer».

I podcast si possono ascoltare gratuitamente sul sito di Citta Teatro e su www.radiodrammidiromagna.it. Buon ascolto, viva il teatro e viva il dialetto!

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