Dai boschi di Modigliana l’olio extra vergine di Villa Papiano

Dove c’è vite c’è olivo. Sono i “marcatori” vegetali del bacino Mediterraneo che sanno spingersi a volte anche più a nord o più in alto di quanto ci si aspetti. L’ulivo è di casa anche a Modigliana, nell’azienda Villa Paiano nota per i suoi vini di altitudine. La cantina della famiglia Bordini fra quelle presenti in queste terre è la più “montana”, nella valle Ibòla la più corta, stretta e fredda, solcata dall’omonimo torrente, cinta di boschi fitti. Qui sono le piante di olivo della varietà ghiacciola ad aver trovato l’ambiente più adatto per loro. Lo dice il nome stesso: è capace di resistere ai freddi più rigidi. «E se nel Brisighellese tradizionalmente si è mantenuta come impollinatore della nostrana, qui è stato un po’ il contrario», spiega l’agronomo Francesco Bordini. L’uliveto di Villa Papiano si colloca lungo tutta la costa dalla villa padronale verso le vigne basse. «Abbiamo appena 250 piante e quest’anno ne abbiamo ricavato circa 350 bottiglie di olio extra vergine – spiega Francesco Bordini –. Siamo a livello direi hobbystico e infatti dopo averlo prodotto sempre per noi, frangendo le olive al Frantoio del Borgo di Modigliana dal frantoiano Paolo Gramentieri, l’anno scorso lo abbiamo imbottigliato per i regali di Natale. Così il nostro olio haa girato in realtà mezzo mondo e sono rimasto impressionato dall’accoglienza che ha avuto. Così quest’anno, poiché abbiamo avuto una bella produzione, per la prima volta abbiamo deciso di commercializzarlo». La bottiglia, da mezzo litro, è caratterizzata da un’etichetta che, in linea con quelle dei vini di Villa Papiano, riprende il motivo di una stampa romagnola d’epoca, in questo caso della stamperia Marchi di Santarcangelo. «È una figura femminile stilizzata, risale agli anni Trenta, imponente, una specie di super donna che sembra emergere da un bosco. Mi è sembrata perfetta per rappresentare il nostro olio extra vergine: intenso, piccante, che a sua volta risente della presenza del bosco, come poi i nostri vini, e forse per questo meglio si adatta a piatti di una cucina che a loro volta possono essere più selvatici». LA.GIO.

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