Da Rimini agli Usa, “Così ho selezionato Angelina Jolie”: la casting director si racconta

«Così bella da illuminare il set». Ricorda così l’allora 16enne Angelina Jolie, al suo esordio, Vania Arcangeli, nota casting director e location manager.

Come ha conosciuto la divina star Jolie premio Oscar nel 2000, regista e attivista statunitense?

«Era il 1991 e avevo aperto da 3 anni un’agenzia di servizi per il cinema. Alcuni conoscenti mi proposero di volare a Los Angeles per il casting del video di “Alta marea”, hit di Antonello Venditti. Accettai pensando a uno scherzo finché mi venne recapitato il biglietto aereo. Il mio ruolo consisteva nel contattare varie agenzie di moda ma la parte più impegnativa fu reperire i permessi per girare le scene sulla celebre spiaggia di Venice. Poi arrivarono le selezioni di centinaia di modelle. Tutto come da copione finché entrò Angelina, nell’incanto dei suoi 16 anni. Si presentò al casting acqua e sapone, jeans, maglietta e scarpe da ginnastica. Una bellezza che sbaragliò le altre candidate seppur giovani e preparate: assieme agli altri del casting, l’ho selezionata. La accompagnava il padre Jon Voight, attore premio Oscar, che restò in disparte con riserbo. Anni dopo l’ho riconosciuta in un film e mi è tornata in mente anche l’altra sera mentre pioveva e alla radio passava “Alta marea”».

Si verificò qualche imprevisto?

«All’epoca parlavo un inglese disastroso e partii allo sbaraglio. Presto scoprii che dovevo occuparmi dei costumi e per il budget ridotto non mi restò che aprire la valigia. Per danzare in spiaggia attorno al falò, prestai a Angelina top e gilet con maglie metalliche. Ero una celebre nottambula con il pallino della moda nonché pierre del Paradiso».

Ebbe modo di parlarle e conoscerla meglio?

«Purtroppo fu impossibile, andavamo di corsa e su una settimana di riprese restò con noi solo due giorni, ma ora mi mordo le mani».

Qualche curiosità?

«Ho recuperato le comparse sulla spiaggia di Venice allora popolata da motociclisti e culturisti. Mi confessarono di aver accettato solo per la mia simpatia visti i magri compensi».

Le piacerebbe una rimpatriata con la Jolie oggi 47enne?

«Sì, per ricordare gli inizi e ridere insieme. La sua è stata una carriera pazzesca ma credo che il primo lavoro sia indimenticabile per tutti. Quanto a Venditti non l’ha neanche incrociata, la sua parte è stata montata dopo».

Quali attori ha lanciato?

«Carmine Buschini, protagonista allora 16enne della serie Rai “Braccialetti rossi”. È emerso tra 4mila ragazzi provinati e ora è un affermato attore professionista. Stessi traguardi per Chiara Martegiani, figurante di “Al di là delle frontiere”. La soddisfazione più grande è dare la possibilità ai giovani di scoprire il loro talento e vederli andare avanti».

Con quali nomi dello spettacolo ha collaborato in questi anni?

«Ho il privilegio di lavorare con importanti registi italiani da Federico Brugia, video anniversario Rolling Stones, a Ermanno Olmi, “Il Mestiere delle Armi”; “Cantando dietro ai paraventi”, passando per Leonardo Pieraccioni, “Io e Marilyn”, nonché Luciano Ligabue, “Da Zero a dieci”; “Made in Italy”, e Walter Veltroni, “C’è tempo”».

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