Da Riccione a Brooklyn il successo di Luca Pelliccioni: “Grazie alla cucina italiana ho conquistato anche Madonna”

Ha conquistato New York con gli spaghetti affumicati e tra i clienti annovera anche Madonna. Era il 2016 quando il riccionese Luca Pelliccioni ha aperto a Brooklyn con la sorella “La Rina Pastificio & vino”.

Madonna a tavola

Niente di calcolato, in realtà. Era sbarcato oltreoceano nel 2010 dopo la laurea in Ingegneria gestionale per quella che doveva essere una visita alla sorella che vi risiedeva dal 2004. Invece si è materializzata una nuova avventura: la creazione di un locale dotato di una piccola area alimentare all’interno, tutti prodotti rigorosamente made in Italy che nelle chiusure imposte dalla pandemia «si è rivelato un punto di riferimento per tutto il quartiere». Di quella zona di Brooklyn Luca si era innamorato subito anche per il giardino interno, «la vera gemma» di uno spazio scandito da un’ottantina di coperti e dedicato alla nonna materna, Rina, la classica ‘zdora romagnola. «Ma la nostra cucina resta italiana e non prettamente regionale», precisa Luca che lavora con la socia e chef Silvia Barban, il cui talento ha brillato anche da Bellini a Venezia. A riscuotere grande successo nella Grande Mela sono gli spaghetti all’olio affumicato che si avvicinano al gusto americano, mentre il punto forte resta tutta la pasta fresca«in primis gli strozzapreti» preparata tutti i giorni. Un successo consacrato dalla recente visita della cantante Madonna. «Ha prenotato la sua manager il giorno stesso e lei è apparsa con un gruppo di amici dopo la Fashion Week, ma – chiarisce il giovane – non posso fornire dettagli, salvo dire che la sua presenza è stata per noi fonte di grande emozione e soddisfazione». Intanto l’impegno da riccionese a New York è raddoppiato con l’apertura di “Impasto”, dedicato alla pizza da asporto e inaugurato in zona nel pieno della pandemia «un posto definito di qualità dove si può mangiare con 10-15 dollari».

Luca Pelliccioni

La piada non spacca

Ancora non apprezzata come merita, spiega ancora il giovane imprenditore, è invece la piada che deve competere con i tacos e prodotti a più basso costo sebbene la curiosità della clientela resti vivace in un quartiere residenziali popolato da famiglie e giovani sui 40 anni. In genere Luca torna in Italia un paio di volte all’anno, mentre in pandemia è rimasto bloccato per 4 mesi e mezzo, una situazione allentata tuttavia dalle frequenti visite dei genitori. Il suo futuro Luca lo immagina negli Stati Uniti sempre nella ristorazione che gli scorre nel Dna, visti i traguardi mietuti a suo tempo dal padre Flavio. New York gli sembra infatti offrire «più opportunità non solo in termine di ritorno economico con tasse più basse ma soprattutto di crescita professionale, fermo restando le difficoltà di aprire all’estero un’attività e del tempo profuso per imparare inglese e spagnolo». Un versante per cui serve gran spirito d’adattamento, oltre alla capacità di gestire la difficoltà, nota, «di trovare personale qualificato tra turn over frequenti e costi alle stelle con aumenti generali anche del 30-40%». Nel frattempo ha visto la luce la quarta generazione dei Pelliccioni: «Mia sorella ha partorito di recente in Italia il secondo figlio –conclude Luca sorridendo – per cui ho un nipote americano e uno italiano». Tutti pronti di sicuro, tra stelle, strisce e passatelli, a rendere grande il nome di Riccione oltre oceano.

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