«Gentili signore e signori, buongiorno».

Era l’incipit delle telecronache di ciclismo sulla Rai dell’indimenticabile Adriano De Zan. Visto che è un comodo rifugio appoggiarsi ai classici, si può partire da qui per lanciare la volata del più incredibile mese di settembre mai vissuto in Romagna a livello sportivo.

Misano 2

Alla fine degli Anni ’70, Silvio Berlusconi lanciò Milano-2 con lo slogan «la tua oasi nel verde a due passi dal centro di Milano». Alla fine dell’estate 2020, è andato in scena Misano-2, il primo doppio appuntamento italiano del Motomondiale dell’era moderna sul circuito intitolato a Marco Simoncelli. È stato un segnale fortissimo di ripartenza: nei due Gran Premi di domenica 13 e domenica 20, Misano ha aperto i cancelli al pubblico sfruttando spazi equivalenti a un paio di aeroporti. E con un tetto di 10.000 spettatori al giorno, il distanziamento sociale è stato piuttosto agevole.

Staccate e e gel

Cinquecento litri di gel. Detto così sembra il riassunto della vita di Danny Zuko, il protagonista di Grease interpretato da John Travolta. Invece è il totale di gel igienizzante usato nelle due settimane di MotoGp a Misano. L’apparato di sicurezza ha visto in azione 700 steward a ridosso di 23 ingressi e 18 tribune aperte al pubblico. Agli ingressi sono stati utilizzati 70 termoscanner per la misurazione della temperature, oltre a 100 dispenser di gel igienizzante e sono state distribuite mascherine gratuite agli spettatori che ne erano sprovvisti. Era difficile. Ha funzionato.

Tempo di pedalare

L’ufficializzazione del Mondiale di ciclismo a Imola è freschissima e risale ad appena venti giorni fa. Ecco, appunto: si può organizzare un appuntamento simile in meno di un mese? È la domanda che in questi giorni sarà lo stimolo più forte per un territorio animato da un furibondo spirito competitivo e che in tempo di crisi si è messo in gioco in maniera totale.

Per due settimane, il Misano World Circuit ha dimostrato con i fatti che rimboccandosi le maniche ci si può rimettere in moto. Ora c’è un altro appuntamento di livello assoluto per questa fetta di Romagna che ha voluto la bicicletta e quindi adesso pedala, pronta a spiegare a tutto il mondo perché la biglia di Marco Pantani sulla autostrada A14 è diventato uno dei monumenti simbolo di Imola.

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