Da Giachetti a Chiumenti: ecco la “top 5” romagnola in A2

Gli ultimi vagiti stagionali, con Torino-Tortona da una parte (quanti rimpianti per Forlì) e Napoli-Udine dall’altra a giocarsi la promozione, rappresentano il momento ideale per chiudere il discorso 2020-2021 delle romagnole. L’Unieuro, che sta già programmando il futuro, e Ravenna, i cui orizzonti sono al momento decisamente più nebulosi, hanno vissuto un campionato a due facce, con i playoff a rendere amaro il boccone finale per Forlì e (quasi) dolce per i giallorossi. Il miglior quintetto delle nostre, solito giochino di fine campionato, risente quindi inevitabilmente del capitolo conclusivo, anche se per 2/3 di stagione la Dell’Agnello-band ha girato come un orologio e Terrence Roderick (ora abiurato) poteva ambire al titolo di Mvp assoluto. Lo sport, del resto, è così da sempre, dà una seconda occasione a tutti e, al tempo stesso, quando pensi di essere al sicuro, lassù sul piedistallo, ecco che ti ritrovi in mezzo alla polvere. Quasi senza accorgertene.

Play: Jacopo Giachetti (Unieuro Forlì)

L’ultimo ad arrendersi. L’unico che negli sfortunati playoff forlivesi ha migliorato il proprio rendimento (da 6.9 a 9.2 punti a gara). Il leader indiscusso che, pure durante la stagione regolare, ha sempre firmato i canestri e i parziali pesanti all’interno delle singole partite. In due campionati e mezzo ha lasciato il segno sotto il Mercuriale e, includendo pure l’ottimo campionato a Ravenna, in 2/3 di Romagna. Le nostre lo ritroveranno come avversario all’Eurobasket Roma, ma alla soglia dei 38 anni Giachetti sta dimostrando come con il suo talento e la garra in A2 faccia ancora la differenza.

Guardia: Daniele Cinciarini (OraSì Ravenna)

Avrebbe avuto mille motivi per andare in A2 a svernare, dopo aver riportato la Fortitudo Bologna nel posto che le compete e dall’alto della propria data di nascita, il 14 giugno 1983. E invece l’esterno giallorosso ha disputato una stagione con i fiocchi, fungendo da riferimento assoluto per l’attacco di Cancellieri e salvando la baracca nel momento più difficile, quando Ravenna stava cercando ancora la propria identità e perdeva quasi sempre. I 40 punti segnati nella vittoria di Scafati restano la perla indimenticabile del Cincia, che ha chiuso a 15.6 punti, 1.9 rimbalzi e 1.5 assist di media. Monumentale. Il suo futuro verosimilmente sarà lontano da Ravenna, ma i tifosi bizantini lo ricorderanno a vita.

Ala: Erik Rush (Unieuro Forlì)

Adesso anche i suoi critici più severi si saranno resi conto dell’importanza di quest’aletta di passaporto svedese, capace sul parquet di fare davvero di tutto, davanti e dietro. Il suo infortunio alla schiena ha fatto saltare all’aria i meccanismi perfetti dell’Unieuro e anche i numeri, rispetto a questo dato di fatto, spiegano ben poco (13.8 punti, 5.6 rimbalzi e 1.9 assist di media).

Ala-pivot: Alberto Chiumenti (OraSì Ravenna)

La solita ancora di salvezza giallorossa, capace poi nel momento decisivo di cambiare passo (10.3 punti e 4.3 rimbalzi di media nel girone Ross e 6.6+4 con il 63% da 2 nei playoff). Ha compensato la morbidezza di Simoni, la discontinuità di Givens e il flop di Maspero dando tutto sé stesso, da vero capitano. Se Ravenna ripartirà dall’A2, di medio o basso profilo non importa, Chiumenti ci dovrà essere.

Centro: Davide Bruttini (Unieuro Forlì)

Nella prima fase è risultato dominante (10.5 punti e 4.2 rimbalzi a match), poi come tutti i compagni di squadra è calato, risentendo però dell’infortunio alla caviglia di metà marzo. Dopo, infatti, non è stato più lo stesso. Elemento decisivo a livello difensivo per la sua capacità di reggere l’1 contro 1 degli esterno, il lungo toscano ha risentito infine dell’arrivo di Radic, che lo ha portato lontano dalle zone di campo amiche.

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