Da Cesena porterà in Nepal le migliori metodologie di cura delle ustioni

Sta per concludersi l’esperienza italiana del dottor Anurag Singh Thapa, di Katmandu: il giovane chirurgo nepalese che si è aggiudicato la fellowship offerta dall’associazione di volontariato medico Interethnos Interplast Italy fondata e presieduta da Paolo Giovanni Morselli. Grazie a un accordo con Ausl Romagna, e all’interessamento della chirurgo plastico e coordinatore del progetto di followship di Interethnos Interplast Italy (e ricercatrice dell’Università di Bologna) Rossella Sgarzani, è stata stipulata la convenzione che ha permesso al dottor Thapa di frequentare come medico specializzando il Centro Grandi Ustionati di Cesena (diretto da Davide Melandri) per la durata di tre mesi, al fine di migliorare le sue competenze nella gestione del paziente ustionato. Specializzazione fondamentale per chi, come Thapa, opera in un paese dove le ustioni sono fra le principali cause di morte e disabilità. «È stata per me una meravigliosa opportunità e dire che questa esperienza è stata assolutamente incredibile sarebbe un eufemismo. L’esperienza di tre mesi è stata l’occasione di un cambiamento di vita che ha ampliato i miei orizzonti. Mi ha dato una prospettiva completamente diversa circa la cura e la gestione complete dei pazienti con ustioni gravi. È stato molto formativo far parte della squadra dove un team dedicato e dinamico si occupa della cura delle ustioni e lavora molto duramente per gestire questo tipo di pazienti. Da un punto di vista più umano, questa esperienza mi ha arricchito molto. Ho avuto la fantastica opportunità di incontrare qui nel vostro Paese persone incredibili. Tutti sono stati amichevoli, calorosi e gentili e mi hanno trattato così bene che non ho avuto la possibilità di sentire la mancanza di casa. Non dimenticherò mai il mio soggiorno qui e questa è stata un’esperienza che mi ha cambiato la vita. Il cibo, la cultura e, soprattutto le persone. Desidero ringraziare il professor Morselli, la dottoressa Sgarzani, i prof Melandri e Shankar Rai, tutta l’équipe del Bufalini e anche le persone che in Italia hanno collaborato per farmi vivere questa meravigliosa opportunità».

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